La città commossa: «Era un visionario con una marcia in più» 

Ad Albino Marchi un riconoscimento trasversale: «Ha fatto crescere il tessuto sociale ed economico»


di Gianluca Ricci


ARCO. «Un uomo di valore»: con queste semplici parole l’ex sindaco Eugenio Mantovani ha ricordato il suo assessore allo sport e al turismo Albino Marchi. «Una persona che aveva una marcia in più. Pur essendo all’epoca alla sua prima esperienza in giunta, Albino ha affrontato il suo impegno con determinazione in un periodo, tra l’altro, in cui in maggioranza si fronteggiavano due diverse sensibilità. Ma lui riusciva sempre a trovare le parole giuste per fare squadra, pur provando ad agevolare il lavoro dell’imprenditorialità artigianale contro chi ne considerava gli appetiti un ostacolo allo sviluppo della città». Che avesse una marcia in più lo ha riconosciuto anche Roberto De Laurentis, attuale presidente di quell’Us Arco di cui Marchi era stato allenatore prima, all’epoca dell’Olympia, e storico dirigente poi: «Fu il mio primo allenatore – ha ricordato De Laurentis – all’epoca di quello che allora si chiamava Nucleo Addestramento Giovani Calciatori: io ero un ragazzo piuttosto ribelle già a quell’età e il nostro rapporto fu particolarmente frizzante, ma improntato ad un profondo rispetto. Lo stesso su cui si è basato poi il nostro confronto in campo politico, quando lui era assessore nella giunta Mantovani ed io combattevo dai banchi dell’opposizione in consiglio comunale. Ma quando si è trattato di lavorare insieme per il bene di Arco, come nel cruciale momento della trasformazione di Amsa in società per azioni, lo abbiamo fatto nel migliore dei modi. Lui militava da una parte, io da un'altra, ma i nostri rapporti sono sempre stati corretti e sereni». Il sindaco Alessandro Betta Albino Marchi lo ha frequentato personalmente solo negli ultimi anni, in tempo però per apprezzarne le straordinarie qualità che gli riconosceva già ammirando la naturale tendenza che lui aveva a “fare comunità”, principio caro al primo cittadino: «Albino è stato soprattutto un visionario – ha ricordato Betta – che ha lavorato per spingere Arco verso il mondo dell’outdoor e dell’arrampicata. Se oggi la fisionomia della città e la sua economia sono così, lo dobbiamo soprattutto a lui, che ha portato una comunità che usciva dai sanatori senza sapere bene dove dirigersi ad acquisire un’identità ben precisa. Ha sognato l’arrampicata ed oggi ad arrampicare ad Arco sono in tantissimi». Parole venate dalla commozione quelle di Renato Veronesi, che di Albino Marchi fu collega nella giunta Mantovani e poi sindaco reggente fino alle nuove elezioni: «Con lui ricordo soprattutto un grandissimo rapporto sia a livello umano che politico: era un uomo che stimavo molto e un amministratore capace. A prima vista poteva sembrare una persona dalla scorza dura, ma una volta entrati in confidenza con lui, si apriva in tutta la sua umanità. Lo si dice sempre in simili occasioni, ma questa volta è proprio così: con lui Arco perde un grande amministratore, ma soprattutto un grande uomo».

«Ciò che la lasciato alla politica e al volontariato di questa città, è cosa assolutamente rara. Aveva un modo pragmatico di risolvere i problemi ed era una persona di grande autorevolezza e capacità», il ricordo di Mauro Ottobre.













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