È morto a 74 anni il notaio d’Argenio 

È stato un protagonista delle vita sociale dell’Alto Garda: ha guidato Lions, Benacense e Musica Riva Festival 



RIVA. Si è spento nel primo pomeriggio di ieri, nell’ospedale di Arco, Luigi Maria d’Argenio, “il” notaio di Riva del Garda. Era prossimo a compiere 75 anni e a dover quindi concludere (lo prevede la legge) la sua lunghissima esperienza professionale.

Originario della provincia di Avellino, terra con la quale aveva mantenuto un forte legame, si era laureato in Giurisprudenza all’Università Federico II di Napoli. Si era trasferito in Trentino nel 1976, dove aveva aperto il primo studio notarile a Condino. Nel 1982 il trasferimento dell’attività a Riva del Garda, nello studio di viale Baruffaldi, mentre la residenza l’ha sempre avuta ad Arco, nella villa di via Capitelli. Un secondo studio lo aveva anche nelle Giudicarie, a Storo, dove si recava spesso.

d’Argenio è stato, proprio per la sua attività, testimone di numerosi passaggi importanti delle vicende economiche dell’Alto Garda. Fu lui - solo per citare un paio di esempi - a certificare la fine della Alberghi Atesini e la nascita della Lido di Riva del Garda Spa nel novembre del 1996. E fu sempre D’Argenio e formalizzare, nel novembre del 2004, la storica fusione della Cassa Rurale di Arco con la Cassa Rurale di Oltresarca, un matrimonio che portò alla nascita dell’attuale Rurale Alto Garda.

d’Argenio era un notaio d’altri tempi. Nel suo studio (dov’è stato presente fino all’ultimo nonostante una condizione di salute recentemente precaria) non si trovava solamente una persona professionalmente competente, ma anche un uomo che sapeva ascoltare e consigliare: la sua porta era sempre aperta e per un lungo periodo si era anche messo a disposizione per lo sportello notarile del Comune. Una persona elegante, nei modi e nel lessico, un uomo di spessore culturale, grande appassionato di arte e di musica classica.

Luigi Maria d’Argenio è stato per decenni un protagonista della vita sociale della Busa. Ha rivestito più volte la carica di presidente del locale Lions Club e, a maggio dello scorso anno, era stato chiamato alla presidenza di Musica Riva Festival per volontà della direttrice artistica Mietta Sighele.

Lo sport era un’altra grande passione di d’Argenio. Era tifosissimo dell’Inter e dell’Avellino (la squadra della sua città) e a Riva questo suo amore per il pallone lo aveva riversato sulla Benacense, della quale era stato presidente e a più riprese membro del direttivo. Ma a d’Argenio piaceva anche praticarlo lo sport. È stato un pioniere del golf e si era infilato senza indugi nei progetti (tutti naufragati, com’è moto) che volevano portare un campo nell’Alto Garda.

d’Argenio lascia due figlie: Antonia (avvocato, lavora nello studio notarile del padre) e Gioia, architetto libero professionista.

Il funerale verrà celebrato martedì alle ore 14 nella chiesa Collegiata di Arco. Il rosario verrà recitato mezzora prima della cerimonia funebre. (g.f.p.)













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