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Inquinamento e stili di vita, dall'Ail un libro sui rischi per i tumori del sangue

 Inquinanti atmosferici, plastiche, Pfas e radiazioni. Ma anche tabagismo, cattiva alimentazione e sedentarietà. Sono questi i principali fattori che impattano sul rischio di sviluppare i tumori del sangue (leucemie, linfomi, mielomi), il cui aumento dell'incidenza è legato non solo all'invecchiamento della popolazione, ma anche a variabili ambientali e comportamentali modificabili.

Il tema, insieme all'importanza della prevenzione primaria, degli stili di vita sostenibili e del modello 'One Health', è al centro del volume dal titolo 'L'impatto dell'ambiente e degli stili di vita nel rischio onco-ematologico', che raccoglie gli interventi di oltre 30 relatori e gli atti del convegno nazionale del 2024 dell'Ail (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma).

Il libro, edito da FrancoAngeli, ha l'obiettivo di promuovere una visione integrata tra politiche ambientali e sanitarie, nel rispetto del diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della Costituzione. Il volume è stato presentato lo scorso 10 febbraio alla Camera dei deputati in un convegno promosso da Luciano Ciocchetti, vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali, con il patrocinio dell'intergruppo parlamentare 'One Health'. L'evento ha rappresentato un momento di confronto istituzionale per ribadire che prendersi cura della salute significa anche ridurre i rischi ambientali, promuovere consapevolezza sociale e rafforzare strategie condivise per la prevenzione delle patologie onco-ematologiche.

Con questa pubblicazione, Ail, presente in tutta Italia con 83 sezioni provinciali e gli oltre 17.000 volontari, conferma il proprio impegno, accanto al sostegno alla ricerca scientifica e all'assistenza ai pazienti ematologici, nel diffondere conoscenza e nel favorire una cultura della salute che integri ambiente, stili di vita e benessere psicofisico, nell'interesse dell'intera collettività.

"Il rapporto tra salute e ambiente è molto stretto, ed è un tema sul quale bisogna bisogna fare prevenzione e informazione - sostiene Giuseppe Toro, presidente nazionale di Ail -. Bisogna lavorare per sensibilizzare la politica a bonificare quei siti che oggi noi sappiamo chiaramente essere causa di malattie, di tumori e di leucemia. Credo che questo sia un argomento assolutamente non rinviabile". 









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