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Flotilla: «I soldati ci pestavano selvaggiamente e ci dicevano 'Welcome to Israel'»

«Picchiati selvaggiamente, ammanettati e con le catene alle caviglie»: è il racconto del parlamentare M5S Dario Carotenuto e del giornalista del Fatto Mantovani, fermati con gli altri attivisti della Flotilla e ora già in Italia. «Ci pestavano e ci dicevano 'Welcome to Israel», ha detto Carotenuto che ha visto anche «abusi sessuali». E Mantovani: «Ho visto anche donne colpite». Gli altri volontari sono stati rilasciati e partiranno oggi da Israele.

«Gli ho mostrato il passaporto diplomatico poco prima di entrare nella panic room. Non c'è stata nessuna reazione, anzi mi hanno spogliato per farmi stare al freddo», ha aggiunto Carotenuto. Qual è stato il momento in cui ha temuto di più per la sua incolumità? «A un certo punto mi hanno chiamato, col numero che mi avevano assegnato, chiedendomi di avanzare verso di loro mentre stavano coi mitra spianati. A quel punto, ci hanno chiesto di girarci di spalle dandoci la sensazione che ci stessero per sparare. Siamo stati così, terrorizzati, non so per quanto tempo. Sono sincero, ho avuto paura di morire».

Dopo quello che ha vissuto, cosa si sente di dire? «Che sto leggendo molte dichiarazioni» da parte del governo «che vanno bene ma servono i fatti, le sanzioni da tutto il mondo, sennò questi non si fermeranno», ha concluso. 

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato su X che "a nome del Governo italiano ho appena formalmente chiesto all'Alto Rappresentante Kaja Kallas di includere nella prossima discussione dei ministri degli Esteri Ue l'adozione di sanzioni contro il ministro per la sicurezza nazionale israeliano Ben-Gvir per gli inaccettabili atti compiuti contro la Flotilla, prelevando gli attivisti in acque internazionali e sottoponendoli a vessazioni e umiliazioni, violando i più elementari diritti umani". 

E finirà agli atti dell'indagine della Procura di Roma sulla vicenda Flotilla il video diffuso ieri sui propri canali social dal ministro della sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, in cui appaiono i partecipanti alla missione inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena e derisi dallo stesso ministro. Il filmato finirà nel procedimento in cui i magistrati allegheranno anche le audizioni dei 29 attivisti già rientrati in Italia - tra i quali il parlamentare del M5S Dario Carotenuto - che verranno ascoltati dalle forze dell'ordine. 

Intanto è stata trasmessa a piazzale Clodio l'esposto da parte del team legale della Global Sumud Flottilla, in cui si ipotizza il reato di sequestro di persona. I legali annunciano però un'integrazione che verrà inviata nei prossimi giorni dopo avere raccolto la testimonianza delle persone che erano a bordo delle imbarcazioni quando sono state abbordate, anche con spari di arma da fuoco, dalle autorità israeliane.

Non è escluso che nel nuovo incartamento che verrà messo a disposizione dei pm capitolini si possano ipotizzare altre fattispecie come il tentato omicidio e la violenza sessuale.

A Roma sono aperti da tempo fascicoli sulle altre missioni. In particolare, nell'ultimo procedimento avviato e relativo ai fatti del 29 aprile, quando 22 barche vennero abbordate, il pm Stefano Opilio contesta il reato di sequestro di persona. Per quanto riguarda la missione dell'autunno scorso, i magistrati procedono per i reati di tortura oltre che di sequestro di persona, danneggiamento con pericolo di naufragio e rapina. In questo ambito la Procura ha chiesto di inoltrare una rogatoria internazionale da trasmettere alle autorità di Tel Aviv. 

Fondazione Arena di Verona, record per il progetto "67 colonne"

Raccolti quasi 12 milioni di euro dal 2021 con il progetto di «Fundraising e Corporate Membership pensato per potenziare una delle istituzioni cardine dell’economia e della cultura e icona italiana. Lo storytelling del progetto si basa sull’idea di ricostruire idealmente la cinta più esterna di arcate dell'Arena, distrutta da un terremoto nel 1117, con un abbraccio di imprenditori e professionisti. Un progetto, nato durante la crisi pandemica, che ha raggiunto l’obiettivo di divenire una membership annuale animata da sostenitori sempre nuovi, grandi aziende e piccoli imprenditori, accomunati dal desiderio di contribuire non solo allo spettacolo ma al suo valore economico e sociale», scrive la fondazione









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