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Allarme nave da crociera colpita da Hantavirus: tre morti, possibile scalo alle Canarie

Le isole di Las Palmas e Tenerife, nell'arcipelago spagnolo delle Canarie, sono "prese in considerazione come punto d'ingresso per lo sbarco e controllo medico" dei passeggeri della nave da crociera Mv Hondius, al largo di Capo Verde, dove tre persone sono morte per un sospetto focolaio di hantavirus. A bordo si trovano 149 passeggeri provenienti da 23 nazioni diverse.

Secondo quanto hanno informato fonti della prefettura delle Canarie, le autorità locali hanno preso contatti con la direzione Sanità Estera del ministero della Sanità e con il Centro di allerta e coordinamento delle emergenze sanitarie per monitorare la situazione ed eventualmente adottare misure, "nel caso in cui debba prodursi uno scalo" della nave nell'arcipelago. L'intervento rientra nel protocollo previsto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, basato sulla valutazione del rischio. L'Oms ha confermato domenica che il focolaio ha colpito almeno sei persone a bordo della nave crociera, delle quali tre decedute e tre ammalate, in isolamento. 

L'Hantavirus viene trasmesso all'uomo principalmente attraverso il contatto con roditori infetti o con i loro escrementi e può causare infezioni gravi come la febbre emorragica con sindrome renale o la sindrome polmonare, ma presenta un basso rischio per la popolazione generale.

L'Organizzazione mondiale della sanità e la comunità scientifica invitano alla calma, evidenziando come questa famiglia di virus non sia collegabile ad un rischio pandemia dal momento che la trasmissione interumana è molto rara. Tuttavia, resta l'invito ad un costante monitoraggio della situazione.

"Il rischio per la popolazione in generale rimane basso. Non c'è bisogno di panico o di restrizioni di viaggio", ha affermato il direttore generale dell'Oms Europa Hans Kluge, aggiungendo che le infezioni da Hantavirus sono "rare e solitamente legate all'esposizione a roditori infetti".

Sulla stessa linea medici e infettivologi. Secondo Enrico Di Rosa, presidente della Società Italiana d'Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI) si tratta di eventi rari nei Paesi europei: "Le infezioni da Hantavirus possono causare sindromi anche gravi a carico di reni e polmoni, ma allo stato attuale non vi sono motivi di particolare preoccupazione per la popolazione generale.

La trasmissione interumana è estremamente rara. Tuttavia - spiega - episodi come questo richiamano l'importanza di mantenere alta l'attenzione nei confronti delle malattie infettive. In un mondo globalizzato, dove persone e merci si muovono rapidamente, i patogeni non conoscono confini e richiedono sistemi di sorveglianza e prevenzione sempre vigili ed efficaci, solo attraverso reti di sorveglianza integrate, collaborazione internazionale e costante aggiornamento scientifico è possibile garantire la sicurezza sanitaria e prevenire l'insorgenza di nuove emergenze".

Invita a "tenere la guardia alta, ma senza allarmismi ingiustificati" anche la presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), Cristina Mussini. Si tratta di tipi di virus che "conosciamo abbastanza bene: sono presenti da anni nei Paesi balcanici e piuttosto frequenti in Serbia e in Bosnia. Ma non ci sono mai stati casi autoctoni nel nostro Paese", precisa.

Ma anche se la trasmissione interumana dell'Hantavirus è estremamente rara, la situazione "va tenuta sotto controllo - aggiunge - ed è fondamentale l'indagine epidemiologica per chiarire la dinamica dei casi che si sono verificati a bordo della nave da crociera".

Attenzione alta dunque, ma chiarendo, conclude Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell'Università Statale di Milano, che l'Hantavirus "è un'infezione rara in Europa e non ha caratteristiche pandemiche, perché non si trasmette facilmente da persona a persona".









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