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"Il diavolo veste Prada 2": Meryl Streep e Anne Hathaway sul red carpet
Il red carpet dell'attesissima anteprima mondiale del film 20th Century Studios Il Diavolo Veste Prada 2 sarà trasmesso in diretta streaming su Disney+ in Italia e su Hulu negli Stati Uniti, offrendo agli abbonati in tutto il mondo un posto esclusivo in prima fila a una delle serate più glamour dell'anno. L'evento, che celebrerà l'imminente arrivo del film al cinema alla presenza di numerose star, si terrà lunedì 20 aprile al Lincoln Center di New York City.
In Italia, la diretta streaming inizierà alle 23:30, mentre a seguire sarà disponibile la replica dell'evento. Alla serata parteciperanno il cast e i filmmaker del film, tra cui Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Kenneth Branagh, Simone Ashley, Caleb Hearon, Helen J. Shen, il regista David Frankel, la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna e molti altri. In attesa del sequel i fan possono rivivere il fenomeno globale originale Il Diavolo Veste Prada in streaming su Disney+ in Italia e su Hulu negli Stati Uniti.
Il Diavolo Veste Prada 2 arriverà nelle sale italiane il 29 aprile. A vent'anni dalle loro iconiche interpretazioni nei panni di Miranda, Andy, Emily e Nigel, Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci tornano nelle eleganti strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway nel film 20th Century Studios per il tanto atteso sequel del fenomeno del 2006 che ha segnato una generazione.
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Sette miliardi di costi l'anno da catastrofi naturali, Trentino-Alto Adige fra le regioni più "assicurate"
Il costo medio annuo delle catastrofi naturali per le regioni italiane potrebbe ammontare a circa 7 miliardi di euro. È la stima che emerge dall'analisi di Unipol presentata durante il Natural Risk Forum con il Natural Risk Index, che sottolinea come nel Paese ci sono "41 milioni di unità immobiliari potenzialmente esposte agli eventi catastrofali", con un "valore di ricostruzione complessivo stimato di 14 mila miliardi di euro, pari a circa sette volte il Pil Nazionale".
Dalla ricerca emerge anche che il protection gap, la percentuale di costi che in caso di evento catastrofale non risulta coperta da assicurazione, è pari al 79%. Una percentuale che varia tra le regioni, con il 72% in Trentino-Alto Adige fino al 93% in Calabria.
Il dato riguardo l'intero costo di ricostruzione degli immobili esposti a rischi catastrofali include "non solo il valore strutturale degli edifici - spiega Unipol nel corso della prima edizione del Natural Risk Forum -, ma anche ciò che è contenuto al loro interno. La stima incorpora inoltre il costo associato all'interruzione delle attività produttive, tenendo conto delle perdite economiche derivanti dalla temporanea sospensione o riduzione dell'operatività a seguito dell'evento catastrofale".
Un valore dunque che "rappresenta una misure integrata dell'impatto economico totale, considerando sia i danni materiali diretti, sia gli effetti economici indiretti".
Dalla ricerca realizzata da Unipol emerge che negli ultimi 12 anni, terremoti, alluvioni e tempeste convettive, hanno generato costi per oltre 100 miliardi di euro, la maggior parte dei quali originati da alluvioni (44,8 miliardi) e tempeste convettive (36,4 miliardi).
"Di fronte a questo scenario - spiega Unipol -, capire il rischio non è un esercizio accademico ma una condizione necessaria per prendere decisioni. Con questo obiettivo, è stato presentato il Natural Risk Index (Nri), un indicatore originale che fornisce una misura sintetica e comparabile dei rischi catastrofali a livello regionale.
Le regioni con l'Nri più elevato risultano essere Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Quest'ultima risulta anche essere tra le regioni con il costo medio stimato per abitante più elevato, dietro soltanto alla Campania.
Per misurare l'indice, l'analisi è partita dalla mappatura del patrimonio immobiliare italiano esposto agli eventi catastrofali concentrandosi su tre macrosettori: imprese (attività produttive e commerciali); abitazioni (patrimonio residenziale) ed edifici pubblici (immobili della Pubblica amministrazione). Sono state invece escluse le infrastrutture come strade, ponti, ferrovie, reti energetiche e idriche.
"I rischi naturali non possono essere eliminati, ma possono essere compresi, misurati e gestiti. L'indice Nri va esattamente in questa direzione", ha concluso Unipol in una nota.
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