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Nella trattoria bolognese dove Guccini tirava tardi: «Qua viveva di notte»

Da via Paolo Fabbri 43 all'osteria Vito ci vuole meno di un minuto a piedi. La casa e la 'chiesa' di Francesco Guccini. Le due anime del 'Maestro', che si intrecciano nelle sue canzoni.

Davanti allo storico civico 43, dove Guccini ha vissuto fino al 2012, oggi moltisssimi piangono il Maestro scomparso oggi e qui risuona la sua musica per rendergli omaggio.

INTERVISTA - Quella volta con Francesco Guccini in via Paolo Fabbri 43

A mezzogiorno da Vito arriva il primo cliente e Luca, che in osteria ci lavora da oltre 30 anni, tra 'servizi' e risate con Dalla, Jimmy Villotti, Ron, Comaschi, Vecchioni, Umberto Eco, che ancora ti guardano dalle foto appese al muro, lo fa entrare come niente fosse.

Poi però si ferma un attimo e ricorda il "grande cantautore, ma soprattutto l'uomo, l'amico". "L'ultima volta è venuto a mangiare prima del Covid. Oggi lavoriamo - dice Luca - come quando è morto Dalla. Per noi è morto uno di famiglia. L'ultima volta che cantò, facemmo una festa a livello privato, in una saletta, cantò tutte canzoni non sue".

Non solo Vito, anche l'Osteria delle Dame, fondata nel 1970 in un'antica cantina nei pressi del torresotto di via Castiglione, era nel cuore di Guccini, nata dall'insolito connubio del cantautore con il frate domenicano Michele Casali.

"Vito però era casa, Francesco aveva anche le chiavi" dice Alice Pagani, la titolare, nipote di Vito. "Ricordo quando suonavano qua dentro, facevano tardi fino alla mattina. Ricordo le loro canzoni meravigliose, soprattutto quanto erano spensierati. Perché si vedeva quanto si divertivano. Era un poeta". I muri di Vito parlano, raccontano una Bologna che non c'è più. Poesie, locandine, foto, soprattutto di Guccini e Dalla, che cantano, brindano, giocano a calcio. 









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