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Raro esemplare di foca monaca (specie a rischio) avvistato nel Ravennate
I carabinieri del reparto Biodiversità di Punta Marina Terme, sul litorale ravennate, durante un servizio di perlustrazione, hanno visto emergere dalle acque poco profonde vicino a una spiaggia inserita in una riserva naturale dello Stato, un raro esemplare di foca monaca (Monachus monachus). Grazie alla collaborazione di Cestha centro sperimentale per la tutela degli habitat di Marina di Ravenna, si è potuto identificare l'esemplare in una femmina adulta della lunghezza di circa due metri.
La foca - secondo i militari che hanno definito il suo avvistamento "straordinario" - è apparsa in buona salute e per nulla intimidita della presenza umana. Probabilmente, seguendo un banco di pesci per nutrirsene, ha deciso di riposarsi nelle acque poco profonde del litorale ravennate emergendo ogni cinque minuti per respirare e nuotando in esplorazione della riva approfittando del suo corpo affusolato ideale per l'ambiente marino.
La foca monaca è una specie a forte rischio di estinzione: è inserita nella lista rossa Iucn a rischio critico di estinzione nel Mediterraneo dove la popolazione è stimabile tra i 350 e i 450 esemplari. Originariamente diffusa in tutto il bacino meridionale del Mediterraneo, in Italia è attualmente e sporadicamente presente in poche stazioni del Tirreno. L'esemplare giunto sulle coste ravennati, con buona probabilità arriva dagli insediamenti presenti sulle coste croate e dalla penisola istriana.
Numerose sono le cause di rarefazione della specie: persecuzione diretta da parte dell'uomo che erroneamente le imputa danni alle reti e alla pesca, accumulo di inquinanti nel mare, progressiva scomparsa di tratti di costa isolata adatti alla riproduzione. L'avvistamento a Ravenna rimarca l'importanza delle aree protette sia marine che terrestri e della necessità di ampliare queste zone dove le specie a rischio di estinzione come la foca monaca possono trovare rifugio per nutrirsi e riprodursi.
Cee la foca monaca potrebbe essere tornata a riprodursi nei mari italiani si evince anche dai nuovi avvistamenti raccolti grazie al progetto di ricerca triennale avviato nel 2023 da Fondazione Acquario di Genova Onlus, Università di Milano-Bicocca e Gruppo Foca Monaca Aps, con l'obiettivo di studiare la presenza del mammifero marino nel Mediterraneo, in particolare nel Santuario Pelagos, nelle acque italiane e in altre aree del Mediterraneo occidentale con carenza di dati per la cronica assenza di attività di monitoraggio.
Al progetto hanno collaborato oltre 40 organizzazioni tra centri diving, associazioni ambientaliste, enti di ricerca, Wwf Italia e aree marine protette. Sono stati coinvolti direttamente circa 180 partecipanti, di cui circa 80 cittadini-scienziati con specifica formazione in tecniche di campionamento. Le analisi molecolari del Dna ambientale (ovvero le tracce di materiale genetico rilasciate dagli animali nell'ambiente circostante) hanno portato a rilevare la presenza della foca monaca in 105 casi (pari al 36% dei campioni esaminati). In parallelo, tramite la raccolta di interviste e dati fotografici, sono stati registrati 64 avvistamenti di foca monaca, di cui 55 validati, generando dati senza precedenti sulla presenza della specie e sulla potenziale attività riproduttiva nelle acque italiane.
A febbraio 2023, infatti, è stata registrata in Calabria la presenza di un cucciolo di foca monaca, purtroppo morto, di una lunghezza stimata di circa 90 centimetri, e nel 2025 sono stati registrati molteplici avvistamenti di almeno due individui nel Golfo di Napoli, suggerendo una recente attività riproduttiva nelle acque italiane.
Si tratta di un fatto eccezionalmente importante, dal momento che i dati ufficiali considerano la specie non più attiva dal punto di vista riproduttivo in Italia. Inoltre, è stata confermata la presenza di foca monaca anche nel settore più settentrionale del Santuario Pelagos.
Lo studio ha inoltre confermato che le aree di maggiore interesse per la presenza di questo mammifero sono l'Arcipelago Toscano, la Sardegna nord-orientale, il Mar Adriatico e le Isole Baleari, a cui si aggiungono il Mar Ligure centrale e le coste francesi e spagnole. Segnali della presenza della foca monaca vengono rilevati anche nel settore più occidentale del Mediterraneo, nel Mar di Alboran, a sud-ovest delle Isole Baleari. Questa nuova scoperta potrebbe indicare che l'areale della specie si sia già esteso più a ovest di quanto finora documentato.
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