Guerra e prezzi in aumento: le cifre per bollette e carburanti

La guerra di Stati Uniti ed Israele contro l'Iran si farà sentire anche nelle tasche degli italiani. Il Codacons calcola un aumento di tutte le spese da 614 a 818 euro all'anno, Facile.it prevede 166 euro in più all'anno per le sole bollette, l'associazione delle imprese dei carburanti Unem parla di almeno 10 centesimi in più al litro per il gasolio. Consumerismo denuncia che le imprese energetiche hanno subito tolto dal commercio i contratti luce e gas a prezzo fisso per le imprese, e invita le famiglie a non ascoltare telefonate allarmistiche.

La chiusura dello stretto di Hormuz, da cui passano il 20% del petrolio mondiale e il 25% del gas naturale liquefatto, ha già fatto aumentare i prezzi del greggio (76 dollari al barile, +7%) e del metano (63 euro al megawattora al Ttf di Amsterdam, +41%). A cascata, nei prossimi giorni aumenteranno energia e carburanti, facendo salire da un lato le bollette di luce e gas, dall'altro i costi di produzione e trasporto di tutti i prodotti, e quindi i prezzi sugli scaffali.

Sul fronte dei carburanti per i prezzi praticati alla pompa, confrontando i valori di oggi con quelli della scorsa settimana (23 febbraio) si registra già un incremento di circa l'1% sul costo di benzina e diesel (modalità self). Su base annua, considerando una percorrenza di 10.000 Km, secondo le stime di Facile.it la differenza sul costo del pieno di un'automobile sarebbe di circa 8 euro.

L'impatto, in valori assoluti, è più visibile se si guarda al settore degli autotrasporti: secondo le simulazioni di Facile.it, un camion per percorrere una tratta di 3.000 km spenderebbe 14 euro di diesel in più rispetto alla scorsa settimana. È verosimile pensare che aumenti più significativi si vedranno a partire da oggi o, comunque, nelle giornate successive, anche in base a come si evolverà la situazione in Medio Oriente. Per quanto riguarda i tassi dei mutui, spiegano, è ancora troppo presto per fare previsioni. Volendo fare un ragionamento macroeconomico, però, è bene ricordare che quando ci sono eventi geopolitici che mettono in difficoltà il mercato azionario, i capitali degli investitori tendono a spostarsi sul più sicuro mercato obbligazionario e ciò, per una logica di domanda e offerta, fa diminuire il rendimento di questi prodotti. Noi sappiamo che i tassi dei mutui, in particolare quelli fissi, seguono l'andamento dei rendimenti dei titoli obbligazionari europei e quindi anche i tassi potrebbero scendere.

L'associazione di consumatori Codacons ha fatto un po' di stime. Una famiglia con due figli in un anno potrebbe spendere 93 euro in più per cibo e bevande, 160 o 165 euro in più per i carburanti (a seconda se ha un'auto a benzina o diesel), dai 210 ai 380 euro in più per luce e gas, 180 euro in più per i trasporti. In tutto, da 614 a 818 euro in più all'anno. Facile.it è un po' più ottimista, e calcola 121 euro in più all'anno per le bollette del gas e 45 per quelle dell'elettricità, 166 euro in tutto.

L'Unione nazionale consumatori osserva che il Pun, il prezzo unico nazionale dell'energia elettrica, da sabato è aumentato del 54,85%, da 107,03 euro al megawattora a 165,74. "Il rischio che le bollette esplodano è concreto", commenta il presidente Marco Vignola. Il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, stima "un aumento del 15% sulle bollette del gas dal primo aprile, e un aumento dell'8 - 10% sulle bollette elettriche degli utenti vulnerabili nel secondo trimestre.

Le bollette del gas potrebbero poi stabilizzarsi nei mesi successivi su di un aumento del 5 - 10%, mentre quelle dell'elettricità nel terzo trimestre dell'anno potrebbero stabilizzarsi su di un +5%".

Consumerismo segnala che le società energetiche nelle ultime ore hanno fatto sparire tutte le offerte a prezzo fisso per luce e gas destinate alle imprese. Un modo per evitare di rimanere agganciati a tariffe basse, in un momento in cui i prezzi di luce e gas aumentano rapidamente, e non non si sa per quanto. L'associazione ha anche stilato un vademecum nel quale invita comunque le famiglie a non farsi prendere dal panico.

Chi ha un contratto a prezzo fisso fa bene a mantenerlo, chi ne ha uno a prezzo variabile deve controllare bene le variazioni. In ogni caso, non bisogna cambiare operatore d'impulso, e non bisogna fasi spaventare da telefonate allarmistiche, che possono nascondere truffe. Infine, vale sempre il consiglio di stare attenti ai consumi in casa (niente temperature troppo alte) e di cercare il distributore di carburante che fa il prezzo più basso. 

Le Borse affondano mentre il petrolio e il gas volano ancora per l'intensificarsi del conflitto in corso fra Usa e Israele da una parte e Iran dall'altra, ormai allargatosi a tutto il Medio Oriente. A preoccupare i mercati sono i rischi di escalation e il perdurare delle crisi con l'inevitabile impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia sull'inflazione. Non a caso crescono i rendimenti mentre si allontanano le prospettive di tagli dei tassi. A differenza di quanto avvenuto lunedì neanche Wall Street argina le vendite e arriva a perdere fino al 2% dimezzando poi le perdite.

Continua in generale a preoccupare il blocco dello Stretto di Hormuz che interrompe la rotta commerciale delle navi di gas e di greggio, e non solo. Il gas fa un altro rally anche per la chiusura in Qatar del maggior impianto di gas naturale liquefatto al mondo. Ad Amsterdam il Ttf, il contratto che fa da riferimento per il gas europeo, fa un balzo di quasi il 22% a 54,3 euro al megawattora.

Sommato all'aumento del giorno precedente l'impennata è del 53% anche se le quotazioni sono lontane dal record di oltre 320 euro toccato ad agosto 2022 nel pieno della crisi energetica provocata quattro anni fa dall'invasione russa in Ucraina. Non si arresta neanche la corsa del greggio.

Il Wti scambiato a New York e l'Ice Brent trattato a Londra hanno segnato rialzi fino all'8% per poi limare i guadagni al 5%: il primo oltre i 75 dollari il secondo sopra soglia 82 dopo aver raggiunti 85 dollari al barile, massimi da luglio 2024. L'oro invece interrompe la corsa delle ultime quattro sedute e si riporta sui 5.000 dollari l'oncia.

A essere cercato come bene rifugio è piuttosto il dollaro che guadagna terreno su un po' tutte le valute, euro compreso. A sostenere il biglietto verde contribuiscono le scommesse sulle Fed sui tassi. Il pericolo di un riemergere dell' inflazione se la durata della guerra in Medio Oriente soffierà sui costi dell'energia allontanano le scommesse di tagli dei tassi.



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Il turismo italiano cresce anche nei primi mesi del 2026: i dati

"Il turismo italiano continua a crescere anche nel 2026. Nel primo trimestre dell'anno, secondo la fonte amministrativa Alloggiati Web, gli arrivi turistici risultano in aumento del 5,5%, mentre le presenze registrano un incremento del 6,8%".

Emerge dai dati forniti dall'ufficio di statistica del MiTur in occasione del convegno di Federturismo Confindustria "Investire nel turismo italiano" a cui ha partecipato il ministro Gianmarco Mazzi. Su base mensile, gennaio mostra una crescita degli arrivi pari al 4,3% e delle presenze del 6,1%. Un andamento analogo si osserva a febbraio, con un aumento degli arrivi del 6,5% e delle presenze del 6,1%. Si rilevano valori leggermente più elevati nelle presenze turistiche di marzo, che registra un aumento del 7,9% con un incremento degli arrivi pari al 5,6%.

L'andamento si mantiene positivo anche per le festività primaverili, finora dunque la crisi scatenata dall'attacco Usa e israeliano all'Iran non sembra avere impatti negativi sul trend.
Sia il 25 Aprile che il Primo maggio, infatti, mostrano una performance già ai livelli dell'anno scorso, con un prezzo medio inferiore di circa il 7% e un tasso di saturazione OTA mediamente in linea.

Numeri che acquisiscono un rilievo maggiore soprattutto alla luce del fatto che nel 2025 i viaggiatori poterono usufruire del maxi-ponte da Pasqua al 5 maggio, mentre quest'anno l'unico breve ponte è quello della Festa dei lavoratori.

Anche la connettività aerea verso l'Italia è stimata in aumento, con un +10,6% nel 2026 su base annua: si registrano incrementi percentuali sia per le rotte a corto raggio (+10,8%) che per quelle a medio raggio (+11,2%), nonché per quelle a lungo raggio (+7,3%). In particolare, la connettività aerea domestica è prevista in crescita dell'11,7% nel 2026, mentre tra i 20 principali mercati per capacità di posti si distinguono Polonia, Albania, Romania e Danimarca, con incrementi anno su anno superiori al 20%.

Anche altri mercati chiave mostrano una solida espansione, tra cui Spagna (+10,7%), Stati Uniti (+11,1%), Grecia (+12,2%), Egitto (+14,7%) e Ungheria (+12,4%). Mercati più maturi come Germania (+3,4%), Francia (+1,7%), Paesi Bassi (+4,5%), Svizzera (+7,2%) e Belgio (+4,7%) registrano incrementi più moderati nella capacità di posti.

Da sottolineare anche le intenzioni di viaggio dei turisti statunitensi, che crescono sia in primavera che, specialmente, in estate, arrivando a intercettare il 7,6% della domanda Usa verso l'Europa. Dati che non corrispondono a prenotazioni effettive, quanto a ricerche online, ma che "mostrano comunque buoni segnali".

L'andamento del turismo italiano - spiega il MiTur - in questa prima parte del 2026 è dunque positivo e incoraggiante. Naturalmente, il ministero del Turismo monitora attentamente l'attuale situazione geopolitica, anche mantenendo attiva un'interlocuzione costante con le associazioni di categoria".

Le associazioni del turismo organizzato - Aiav (Associazione Italiana Agenti di Viaggio), Assoviaggi Confesercenti, Fiavet (Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo), Fto (Federazione Turismo Organizzato), Aidit (Associazione Italiana Distribuzione Turistica) e Maavi (Movimento Autonomo Agenzie di Viaggio Italiane - hanno incontrato il ministro Mazzi, avviando un primo confronto giudicato positivo per metodo e approccio.

Serietà, pragmatismo e disponibilità all'ascolto gli elementi rilevati dalle organizzazioni del settore, che chiedono ora un rapido passaggio dalle interlocuzioni alle decisioni.

"Il confronto con il ministro Mazzi è stato un primo passaggio utile, ma ora servono risposte concrete, veloci e semplici. Il turismo organizzato - dichiarano le associazioni - non può restare sospeso tra emergenze da gestire e riforme rinviate. Agenzie di viaggio e Tour operator chiedono strumenti efficaci per continuare a garantire occupazione, competenze, tutela del consumatore e stabilità del mercato".

Nel corso dell'incontro, le associazioni hanno ribadito la necessità di intervenire su due piani: quello contingente, per dare risposte rapide alle criticità in corso, e quello strutturale, per valorizzare il ruolo professionale di agenzie di viaggio e tour operator. Tra le priorità immediate indicate dalle associazioni al ministro figurano aiuti economici e finanziari per le imprese, il ripristino dell'esenzione dalla ritenuta d'acconto sulle commissioni, una tempestiva campagna di comunicazione istituzionale a sostegno del settore e una maggiore attenzione nella gestione degli avvisi su Viaggiare Sicuri, in una fase ancora in evoluzione ma progressivamente in miglioramento.

Le associazioni hanno inoltre richiamato l'esigenza, immediatamente raccolta dal ministro, di evitare narrazioni inutilmente allarmistiche su temi delicati come carenza di jet fuel e cancellazione dei voli, che rischiano di creare disorientamento nei consumatori e danni ingiustificati a un settore chiave dell'economia italiana.

Sul piano europeo è stato richiamato il lavoro avviato dal ministero per rafforzare la presenza del turismo nelle misure straordinarie Ue, a partire dall'inserimento del settore turismo nel Temporary Framework che la Commissione sta approntando per far fronte agli effetti generati dal conflitto in corso, dalla revisione del Gber e dalla creazione di un fondo dedicato al comparto per calmierare i danni derivanti dalle situazioni di crisi.

Tra i dossier strutturali ancora aperti, le associazioni hanno indicato la necessità di un rapido completamento del lavoro sul database pubblico che rilascerà il codice identificativo alle imprese del comparto, il sostegno ai processi di digitalizzazione, un maggiore coordinamento sul tema dei trasporti, il lavoro su soluzioni in materia di prodotti assicurativi che possano supportare realmente le imprese in situazioni di emergenza e una regia pubblica più forte e coerente con il peso reale del turismo organizzato.









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