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Allarme Coldiretti: «Con la guerra due miliardi di export a rischio»

«Laddove la situazione non dovesse ritornare a una forma di normalità, rischiamo di perdere circa 2 miliardi in termini di valore, a livello nazionale, per quanto riguarda le esportazioni, soprattutto per quanto riguarda tutti i prodotti deperibili»

Lo ha detto il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, a margine dell'assemblea dell'associazione di categoria a Palermo, parlando dei disagi legati al caro carburante dovuto alla guerra tra Usa e Iran.

«Questo perché - ha proseguito - l'allungamento delle tratte, con la chiusura del canale di Suez, provocherebbe comunque un rallentamento rispetto a un canale che è sempre stato fondamentale, soprattutto per quanto riguarda il Medio Oriente e i paesi asiatici. Rispetto a questo la tempestività e la velocità nel cercare di dare risposte, diventa determinante per mantenere una crescita economica che l'agroalimentare, l'agricoltura fino a oggi sono riusciti a garantire».

«A preoccupare - ha sottolineato Coldiretti - sono soprattutto i prodotti deperibili, a partire da florovivaismo e ortofrutta. Le mele trovano una piazza importantissima, il 13 per cento del valore dell'esport, nei mercati dell'area Mediorientale.

Inoltre lo stop al traffico marittimo nel Golfo arriva proprio nel momento clou della campagna floricola, con circa mille container destinati ai paesi del Medio Oriente e ordini già in portafoglio che stanno subendo una brusca frenata. Alcune spedizioni in viaggio - è stato spiegato - sono state deviate verso l'India, con il rischio di compromettere la qualità dei prodotti.

A pesare sono anche le scelte delle principali compagnie di navigazione che evitano il Canale di Suez, allungando tempi e costi delle rotte. Intanto - ha confermato Coldiretti - si registrano aumenti annunciati dai fornitori di materie plastiche per vasi e impianti di irrigazione, mentre continuano a salire i prezzi di gasolio ed energia anche per effetto di manovre speculative». 









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Carlo Bridi


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