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Alberto Trentini e Mario Burlò liberi, pronto il rientro in Italia
"Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e sono nella sede dell'Ambasciata d'Italia a Caracas". Lo ha annunciato stamattina il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
"Ho parlato con i nostri due connazionali, che sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia. La loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente" ad interim Delcy "Rodriguez che il governo italiano apprezza molto", conclude il ministro degli Esteri. "Un grande lavoro della nostra diplomazia, un successo del governo che ha saputo interloquire e cogliere il cambiamento che c'è stato in Venezuela". Lo ha detto a RaiNews24 il ministro degli Esteri Antonio Tajani, commentando la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò.
"Ieri sera - ha detto ancora Tajani - il ministro degli Esteri (venezuelano, ndr) mi ha chiamato per annunciarmi che sarebbe stato liberato Trentini. Stamattina lui e Burlò sono stati accompagnati in ambasciata. Abbiamo apprezzato la decisione di Rodriguez di liberare i nostri connazionali, siamo già a quattro-cinque - ha detto inoltre - questo creerà un nuovo nuovo rapporto tra Italia e Venezuela". "La presidente Meloni ha espresso la sua soddisfazione, era in attesa della notizia perché glielo avevo preannunciato ma il riserbo era necessario".
"Alberto finalmente è libero! Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell'invisibilità, la sua liberazione", afferma la famiglia Trentini, con l'avvocata Alessandra Ballerini.
"Tutti questi mesi di prigionia hanno lasciato in Alberto e in noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili, adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci. Ringraziamo tutti per esserci stati vicini, ma vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza. Ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità. Oggi vogliamo solo pace. Grazie!", aggiungono i Trentini.
Campane a festa, stamani alle ore 7.00 dalla chiesa di Sant'Antonio al Lido di Venezia, frequentata dai genitori di Alberto Trentini, che vi abitano a pochi passi. Le ha suonate il parroco, don Renato Mazzuia, appena saputa la notizia della liberazione del cooperante veneziano.
"È stata - ha detto don Mazzuia all'ANSA - una sveglia gioiosa, contenta e piena di speranza. E' stato un anno intenso di preghiera e di vicinanza ai genitori, che vediamo spesso qui dentro. Ho mandato un messaggino alla mamma, ho sentito l'avvocata Ballerini ho suonato le campane e adesso celebreremo una Messa di ringraziamento".
Trentini non vive a Venezia da una ventina d'anni, per il suo lavoro nella cooperazione internazionale. "Non lo conoscevo direttamente - ricorda il sacerdote - ma attraverso i suoi parenti quando tornava ogni tanto qui. Ora è importante che torni a casa", ha concluso.
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Pioggia di rincari nel 2026, stangata sulle tariffe telefoniche
Dopo autostrade, gasolio, Rc auto, pacchi postali e sigarette, è il turno delle tariffe telefoniche. Il 2026 si apre con una serie di rincari per le tariffe telefoniche, sia fisse sia mobili, che potrebbero impattare dai 12 ai 60 euro a utenza l'anno, come calcola il Codacons.
Un po' l'adeguamento all'inflazione, un po' la fine della 'guerra dei prezzi' che negli scorsi anni ha portato al ribasso le tariffe e la necessità di investimenti in tecnologie, i principali operatori telefonici hanno fatto scattare una serie di ritocchi verso l'alto sulle diverse offerte a partire da gennaio. Il maggior esborso a carico dei consumatori si affianca a rincari di altre voci in vigore a inizio anno: pedaggi autostradali (+1,5% l'adeguamento tariffario a seguito della sentenza della Consulta), accise sul gasolio e, per effetto delle misure decise nella Manovra del governo, i pacchi postali (2 euro per quelli sotto i 150 euro provenienti da fuori Ue) le sigarette (fino a 15 centesimi in più a pacchetto) e l'Rc Auto (visto l'incremento dell'aliquota sulle polizze infortunio conducente collegate alla rc auto).
Aumenti i quali, va ricordato, si innestano su un'inflazione che secondo i dati prelimimari dell'Istat, nel 2025 è salita dell'1,5% (contro il +1% del 2024) con un'accelerazione a dicembre (+1,2% e +0,2% sul mese) dopo la frenata di autunno. Secondo una stima diffusa di recente dall' l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori i rincari in arrivo nel 2026 complessivamente, raggiungeranno quota +672,60 euro annui a famiglia. "Una cifra notevole, nonostante le riduzioni previste nel settore dell'energia" dice l'associazione.
E Assium, l'associazione italiana degli Utility Manager rileva che, considerato che la spesa delle famiglie italiane per i servizi telefonici di linea fissa e mobile si attesta a 22,6 miliardi di euro annui, i rincari avranno "un impatto enorme" sulla spesa collettiva anhe se "di piccolo importo". Tuttavia l''associazione ricorda come in caso di modifiche unilaterali delle condizioni tariffarie, i consumatori "possano sempre recedere gratuitamente dai contratti sottoscritti, senza alcuna penale né costi di disattivazione dei servizi, e passare ad altro operatore".
"Per esercitare il diritto di recesso - spiega l'associazione - i consumatori hanno varie opzioni: è possibile inviare una raccomandata al proprio gestore o una comunicazione via Pec, oppure contattare il servizio clienti dell'operatore, o in alternativa utilizzare gli appositi form pubblicati sui siti internet delle società telefoniche".
"Quando si verifica una modifica unilaterale dei contratti che introduce un incremento delle tariffe è importante verificare se l'offerta sottoscritta faccia ancora al caso nostro, o se sia meglio approfittare delle proposte commerciali di altri gestori - spiega il presidente Assium, Federico Bevilacqua - Una operazione non certo semplice, considerato che il mercato della telefonia appare sempre più come una giungla dove per il consumatore non è facile districarsi tra offerte, promozioni e condizioni contrattuali molto differenti".
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