Montagna

Trento Film Festival: Genziana alla carriera per Carlo Claus

Claus, nato a Lavis nel ‘26, ha siglato importanti ascensioni delle Dolomiti, in Patagonia ed in Himalaya, con mostri sacri come Cesare Maestri e Marino Stenico



TRENTO. "Come affermava Bruno Detassis, in una cordata non ci sono primo o secondo ma solo due compagni che condividono la stessa intensa passione per la montagna, creando una sola entità. Ed è quello che distingueva la cordata formata da Cesare Maestri e Carlo Claus, due grandi alpinisti che hanno dimostrato, con le loro storiche salite, come l’amicizia ed il rispetto reciproco siano la vera corda che unisce, per raggiungere le cime dei nostri sogni, anche quelli apparentemente impossibili". 

Con queste parole Mauro Leveghi ha assegnato a Carlo Claus la Genziana alla carriera, nella serata di ieri, 14 giugno, a lui dedicata ed organizzata dalla Sst di Cles negli spazi dell’Auditorium Polo Scolastico. Erano presenti anche Guido Casarotto per il Club Alpino Accademico Italiano, di cui Claus è membro dal 1958, Sergio Martini, Elio Orlandi e Rolando Larcher.

Nato a Lavis nel 1926, ma ben presto trasferitosi proprio a Cles,  Carlo Claus ha siglato importanti ascensioni nelle Dolomiti, in Patagonia ed in Himalaya, al fianco di mostri sacri quali Cesare Maestri, appunto, e Marino Stenico. Grande interprete dell’era dell’artificiale, proprio con Maestri ha aperto vie rimaste storiche, fra le quali quella sulla parete Sud-Est del Castelletto dei Massodi nel 1962, quella sulla parete Nord del Campanil Basso nel 1965 e quella alla Cima della Farfalla nel 1967, tutte nel Gruppo di Brenta.

Nel 1970 è stato invece protagonista, insieme ad Ezio Alimonta, Pietro Vidi, Daniele Angeli e Claudio Baldessari, della scalata del Cerro Torre lungo la parete Sud-Est, con la quale Cesare Maestri aprì la famosa via del Compressore. Nell’ultima parte della sua carriera, Claus ha partecipato anche a spedizioni in Annapurna, Makalu e Nanga Parbat.

"Una vita alpinistica, quella di Carlo Claus, straordinaria – ha concluso il presidente Mauro Leveghi – che il Trento Film Festival tributa con questo premio alla carriera, il quale, insieme a quello riconosciuto nel 2019 a Cesare Maestri, vuole esprimere la riconoscenza per avere fatto sì che le scalate compiute da due persone che amavano la montagna siano diventate patrimonio di tutti". C.L.













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