Ecco Blackmon, numero 1 con tanti punti nelle mani 

I nuovi acquisti/1. Presentata ieri la guardia americana vicecapocannoniere della scorsa regular season a Pesaro: «Sono qui per fare un passo avanti, voglio giocare forte anche in difesa»

di Federico Fuiano

TRENTO. È probabilmente uno degli acquisti più importanti della storia dell’Aquila e non vede l’ora di scendere in campo per fare vedere a tutti i suoi nuovi tifosi ciò di cui è capace, James Blackmon. Il 24enne statunitense, guardia, reduce da un’ottima stagione vissuta a Pesaro in cui si è laureato vice capocannoniere del campionato italiano, è entusiasta della nuova avventura che è scattata ufficialmente ieri. Un innesto di assoluta qualità, quello di Blackmon, che è un realizzatore puro, come quei Tony Mitchell e Devyn Marble che prima di lui avevano indossato quella maglia numero 1 che ora gli appartiene.

«Voglio dare il benvenuto a James Blackmon Jr., che è stato uno dei migliori giocatori dello scorso campionato - ha affermato il presidente dell’Aquila Basket, Luigi Longhi -. Cercheremo di farlo sentire a casa, siamo sicuri che sia un giocatore e una persona che darà il suo contributo per aiutarci a crescere e a toglierci soddisfazioni in campo e fuori».

James: grande occasione

Il nativo di Chicago è apparso entusiasta della scelta fatta in sede di mercato. «Ho scelto Trento perché penso che questa sia davvero una grande opportunità per me, per fare un passo in avanti nella mia carriera, per migliorare le cose che potevo fare meglio lo scorso anno e provare a far vincere questo club, per creare un bell’ambiente in questo nuovo gruppo. Tutti sanno che so fare canestro e quali siano le mie qualità migliori, ma qui voglio dimostrare a me stesso e agli altri di poter avere un impatto importante anche in difesa ed è un aspetto del gioco su cui voglio mettere energie e concentrazione per migliorare. La decisione di vestire la canotta numero 1? Ho scelto quel numero perché voglio sempre essere il migliore».

Mentalità vincente

Il prodotto di Indiana ieri ha svolto il primo allenamento con i suoi nuovi compagni di squadra e ha lavorato agli del nuovo allenatore Nicola Brienza e del nuovo preparatore Andrea Baldi. «Mi ha colpito la mentalità e l’intensità di Trento, è un aspetto identitario che mi ha subito affascinato, l’emblema di questo approccio è sicuramente Aaron Craft, ma anche tutti gli altri italiani che ho affrontato due volte la scorsa stagione con la maglia di Pesaro». Uno dei fattori chiave che l’ha spinto a scegliere di vestire i colori bianconeri è sicuramente la possibilità di calcare un palcoscenico europeo. «L’Eurocup è una competizione che mi stimola e che ha avuto un ruolo nella mia scelta, affronteremo grandi squadre, un alto livello di competizione. Sarà bello potermi confrontare con le big del basket europeo e provare a portare avanti la squadra».

Sulle orme di papà

Figlio d’arte (James Blackmon Sr. fu una stella collegiale ai tempi di Kentucky negli anni Ottanta), ha come punto di riferimento suo padre. «Il mio idolo è mio papà, che ha giocato a Kentucky e che mi ha allenato ai tempi dell’high school, ho sempre studiato il suo gioco e guardato i video delle sue partite. Attualmente i miei modelli sono Damian Lillard e CJ McCollum dei Portland Trail Blazers».

Nato il 25 aprile di 24 anni fa a Chicago, James Blackmon ha firmato un accordo che lo legherà per un anno al club di piazzetta Lunelli. Dopo essere uscito dal college di Indiana, dove ha militato per tre annate, nelle due prime due stagioni da professionista ha giocato in D-League (con Delaware 87ers e Wisconsin Herd) e con la maglia di Pesaro.

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