Basket Serie A

Aquila, inizia l’era Brienza

Primo allenamento per il tecnico brianzolo  che raccoglie l’eredità di Buscaglia: «Cercherò di dare un punto di vista diverso, non necessariamente migliore, ma sicuramente diverso»

di Maurizio Di Giangiacomo

TRENTO. Lo scriviamo adesso e poi non lo scriviamo più: fa un po’ impressione arrivare alla Blm Group Arena per il raduno dell’Aquila Basket – il sesto in Serie A – e non trovarvi Maurizio Buscaglia. Cambia il coach, cambia tutto, in casa Dolomiti Energia: inizia l’“era” di Nicola Brienza, che lunedì ha diretto il primo allenamento della stagione 2018/2020. Complici le assenze di Aaron Craft (che gode ancora di qualche giorno di permesso) e Davide Pascolo (che sta completando il periodo di cure al ginocchio intrapreso a Siena), i riflettori sono tutti sui quattro volti nuovi, tutti americani: la guardia James Blackmon, le ali George King e Rashard Kelly e il centro Justin Knox, con buona pace dei confermati Toto Forray, Luca Lechthaler, Fabio Mian e Andrea Mezzanotte, dei giovanissimi Alessandro Voltolini, Maximilian Ladurner e Matteo Picarelli e degli aggregati Riccardo Bolpin, Sadio Traore e Igor Jovanovic.

Brienza: un basket diverso

Cambia tutto, ma non cambiano gli ambiziosi obiettivi della società bianconera, a dispetto degli altisonanti colpi di mercato dell’Olimpia Milano e della Virtus Bologna. Per quanto il nuovo coach abbia la ferma intenzione d’imporre il suo basket. «Io cercherò di dare un punto di vista diverso – dice Brienza – che non necessariamente dovrà essere migliore, ma sicuramente diverso. Lo dice la storia, se vuoi ottenere dei risultati, la difesa è il punto di partenza di tutto, a me piace molto l’aspetto difensivo. Spero di riuscire, magari con regole diverse, perché abbiamo giocatori diversi, a dare delle buone direttive. Se riuscissimo a fare 90 punti ogni partita e a subirne solo 70 saremmo tutti molto felici, lavoriamo per questo obiettivo».

Il peso della responsabilità

Più che l’eredità di Buscaglia, Brienza avverte il peso del “timone” di una squadra che negli ultimi anni ha recitato un ruolo di primo piano nel basket italiano. «Per me è un banco di prova importante, perché ovviamente ho una grande opportunità in una società così seria, così solida – dice il nuovo allenatore – Senza voler fare il presuntuoso, dal punto di vista tecnico non ho grossi problemi, perché ho uno staff importante con Lele Molin e Davide Dusmet, perché sono vent’anni che sono in Serie A e ne ho viste tante. Certo, sento la responsabilità di rappresentare una società come Trento, che negli ultimi anni è stata il fiore all’occhiello del campionato italiano. Bisognerà stare sul pezzo, ma mi sento abbastanza pronto, speriamo che i risultati ci aiutino nel breve e nel lungo periodo».

Il coach e la nuova squadra

«Sul mercato abbiamo preso quello che cercavamo – dice Brienza – Siamo stati bravi e fortunati a tenere Craft che, per quanto americano, è molto legato alla società e al territorio, mi darà e ci darà una mano, e poi ovviamente c’è il gruppo italiano che più o meno è rimasto lo stesso, Toto, Dada quando arriva, una base di gente seria alla quale abbiamo cercato di aggiungere giocatori che avessero la stessa “testa” e lo stesso modo di operare. Sono contento, il fatto di potermi concentrare solo sul campo è importante, in particolare per me che ho un po’ meno esperienza».

Per il gruppo bianconero qualche giorno di lavoro a bassi regimi, dal 16 agosto si comincerà a fare sul serio. Prima uscita già fissata per il 24 agosto, con lo scrimmage in programma a Carisolo assieme alla Vanoli Cremona.

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