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Università di Trento, acquistata la nuova sede di Medicina

Il consiglio di amministrazione ha approvato il bilancio unico di ateneo che comprende anche i 15,4 milioni per l’acquisizione dell’edificio confinante con il Rettorato e del compendio di Villa Mesiano (edificio e terreno)

TRENTO. Il Consiglio di amministrazione dell'Università di Trento ha approvato il Bilancio unico d'ateneo 2020. Il conto economico - si legge in una nota - riporta proventi operativi per 194 milioni di euro, a fronte di 182,6 milioni di costi con un risultato positivo di 11,5 milioni. L'università non ha registrato significative contrazioni di risorse, né le sofferenze di bilancio. I ricavi ammontano a 194 milioni di euro (+1,4 milioni rispetto al 2019). I proventi per la didattica si assestano sui valori dell'esercizio precedente (21,7 milioni), mentre i proventi da ricerche commissionate e con finanziamenti competitivi ammontano a 24,3 milioni. I restanti ricavi sono composti principalmente da contributi dalla Provincia di Trento (128 milioni) dal Ministero dell'istruzione (8,3milioni9) e da altri enti, per un totale di 143 milioni, in aumento dell'1,5% rispetto allo scorso anno. Il totale dei costi operativi è aumentato del 2,3% rispetto al 2019, attestandosi a 179 milioni di euro. L'aggregato è costituito per il 58% (104 milioni) da costi per il personale (aumentato del 5,9% per le nuove assunzioni) e per il 30,8% (55,3 milioni) da costi per la gestione corrente. 

La nuova sede di Medicina

Tra le voci più significative, gli investimenti importanti condotti dall’Ateneo che ammontano a 15,4 milioni con l’acquisizione dell’edificio confinante con il Rettorato in via SS. Trinità, di Palazzo Consolati, come nuova sede del corso di laurea in Medicina e Chirurgia e del compendio di Villa Mesiano (edificio e terreno). Quest’ultima acquisizione arricchisce e qualifica ulteriormente il polo universitario scientifico di collina che potrebbe in futuro ridefinirsi in un nuovo campus a collegamento delle strutture di Mesiano con quelle di Povo.

Gli effetti della pandemia sul bilancio di Ateneo
Interventi come la sanificazione dei locali, la manutenzione degli impianti di aerazione, l’acquisto di dispositivi individuali di protezione, l’investimento in infrastrutture fisiche e tecnologiche per l’attuazione della didattica a distanza sincrona hanno comunque comportato per l’Ateneo un incremento dei costi d’esercizio di 3,1 milioni. In attuazione di quanto previsto dal Decreto rilancio, inoltre, è stata disposta la proroga dei dottorati dei cicli in procinto di concludersi e si è quindi previsto il prolungamento fino a due mesi della borsa di studio per i dottorandi e le dottorande del 34° ciclo fino a due mesi. Sono state varate anche alcune altre azioni, il cui impatto economico ricadrà però sul bilancio 2021, come fornitura di una SIM dati con traffico mensile fino a 60GB a tutti gli studenti e le studentesse con attestazione ISEE fino a 87mila che ne hanno fatto richiesta e la messa a disposizione, con contratto di comodato d’uso gratuito, di un primo lotto di 150 laptop appositamente acquistati per chi ha un ISEE fino a 20.000. Ulteriori proroghe sono state anche concesse alle scuole di dottorato e agli assegni di ricerca, per due mesi, ai giovani ricercatori e ricercatrici che non hanno potuto svolgere l’attività di ricerca durante la fase di lockdown.

I ricavi

Il conto economico evidenzia proventi operativi per 194 milioni, in lieve crescita rispetto a esercizio precedente (+1,4 milioni). I proventi per la didattica, costituiti quasi esclusivamente dalla contribuzione studentesca, si assestano sui valori dell’esercizio precedente (21,7 milioni). Va ricordato che a partire dall’anno accademico 2020/21 è stato modificato il modello di contribuzione e si prevede l’esonero totale dal contributo omnicomprensivo annuale, per valori ISEE inferiori a 20mila euro (precedentemente il limite era a 13mila euro) e l’esonero parziale dal contributo omnicomprensivo annuale per chi appartiene a un nucleo familiare con ISEE fra 20.001 e 22mila. Insieme, i proventi da ricerche commissionate e quelli da ricerche con finanziamenti competitivi nel 2020 ammontano a 24,3 milioni, perfettamente in linea con il valore dell’esercizio precedente a conferma della qualità della ricerca di Ateneo e della relativa capacità di fundraising. All’interno di questa voce la riduzione di finanziamenti competitivi dall’UE è bilanciata dall’aumento dei finanziamenti dal MUR, sia nell’ambito dei Dipartimenti di eccellenza, sia dei progetti “PRIN” (Progetti di rilevante interesse nazionale). Gli altri ricavi sono composti principalmente da contributi dalla Provincia autonoma di Trento (128 milioni) dal MUR (8,3) e da altri enti, per un totale di 143 milioni, in aumento dell’1,5% rispetto allo scorso anno. Il piano di rientro dei crediti concordato con gli organi competenti della PAT, che prevedeva rate annuali di 30 milioni, non solo è stato rispettato nei termini pattuiti, ma vi sono stati anche alcuni accrediti anticipati. Ciò ha permesso di ridurre l’ammontare dei crediti verso la Provincia di 10,5 milioni e di migliorare sensibilmente, anche per il 2020, la liquidità di Ateneo. I contributi ricevuti dall’Unione europea ammontano invece a 1,1 milioni, dimezzati rispetto all’esercizio precedente: si tratta principalmente di finanziamenti di borse di studio per la mobilità internazionale (progetto Erasmus+ EU 2020/21). Tale riduzione è riscontrabile anche dal lato dei costi nell’erogazione di borse di mobilità ed è correlata alla situazione di emergenza sanitaria generata dalla pandemia Covid-19. I contributi da privati, tra i quali rientrano i finanziamenti da parte della Fondazione Caritro (1 milione) non si discostano dai valori precedenti.

I costi

Il totale dei costi operativi è aumentato del 2,3% rispetto al 2019 e si attesta a 179 milioni di euro. L’aggregato è costituito per il 58% (104 milioni) da costi per il personale e per il 30,8% (55,3 milioni) da costi per la gestione corrente. Il costo del personale dedicato alla ricerca e alla didattica è di 74,6 milioni (+5,9% rispetto al 2019). L’incremento del costo per il personale docente e di ricerca è giustificato principalmente dalle assunzioni finanziate dal MUR e dalla Provincia autonoma di Trento, dagli avanzamenti di carriera del personale già in organico, dall’applicazione degli aumenti annuali ISTAT dei trattamenti economici e dal riconoscimento degli scatti stipendiali. L'organico del personale docente al 31 dicembre mostra, rispetto all'anno precedente, un incremento di 45 unità, pari al 6,72%. Il costo relativo al personale tecnico amministrativo e dirigente è pari a 29,9 milioni, che evidenzia un incremento più contenuto rispetto alla componente docente. A parziale copertura dei costi del personale, l’Ateneo ha registrato nell’anno finanziamenti per 11,2 milioni da: MUR (FFO e Dipartimenti di Eccellenza), assegnazioni specifiche dalla PAT, finanziamenti su convenzioni, finanziamenti su progetti specifici e rimborsi di personale comandato. I costi della gestione corrente (55,3 milioni), evidenziano una lieve diminuzione dell’aggregato complessivo rispetto al 2019 (-2,7%) e rispecchiano gli effetti della situazione di emergenza pandemica. Si mostra infatti un aumento in acquisti di consumabili di laboratorio per azioni di contrasto Covid, una diminuzione tra i costi per sostegno agli studenti in seguito alle restrizioni che ne hanno condizionato la mobilità e una diminuzione nelle prestazioni di servizi per attività di ricerca. Ma anche risparmi nei costi delle utenze, data la chiusura totale degli immobili durante la fase di lockdown, compensati dai significativi aumenti delle spese di sanificazione e igienizzazione degli spazi utilizzati.

L’attività edilizia

Oltre alle acquisizioni già ricordate, il patrimonio immobiliare di Ateneo è stato interessato da un’intensa attività edilizia, caratterizzata dall’avvio di nuovi cantieri e dall’esecuzione di interventi manutentivi e impiantistici volti a conservare e migliorare i fabbricati e ad incrementare la qualità della didattica. In particolare, l’enfasi è stata posta nell’implementazione di dotazioni tecnologiche delle aule ad uso didattico al fine di garantire, con l’avvio dell’anno accademico, la possibilità di effettuare didattica in modalità “blended”. Nel corso del 2020 sono state inoltre concluse numerose attività di progettazione o procedure di affidamento lavori che consentiranno l’avvio di importanti cantieri nel prossimo biennio.