Il caso

Troppo caldo in aula, le scuole dell’infanzia lanciano l’allarme

La Cisl Scuola: «A Borgo Valsugana ci sono stati dei malesseri delle insegnanti dovuti all’afa. In molte strutture non ci sono sistemi di ventilazione nè tantomeno aria condizionata»


Fabio Peterlongo


BORGO VALSUGANA. Malesseri dovuti al caldo alla scuola dell'infanzia di Borgo Valsugana: con più di trenta gradi nelle aule, un'afa insopportabile nelle aree-sonno e il giardino impraticabile viste le insostenibili temperature esterne, alcune maestre sono state male ed hanno espresso preoccupazione anche per i bambini.

Nemmeno il menù aiuta nel sopportare il caldo, visto che talvolta prevede piatti non propriamente estivi: «Nonostante la temperatura di 33 gradi, il menù prevedeva polenta e spezzatino...», ha scritto in una chat una maestra.

La denuncia arriva da Cisl Scuola Trentino che lancia l'allarme caldo nelle scuole d'infanzia, rimaste aperte anche in questo luglio torrido.

Il sindacato evidenzia la diffusa invivibilità delle scuole d'infanzia trentine: «Molte strutture non sono dotate di sistemi di ventilazione né tantomeno di aria condizionata - ha sottolineato Monica Bolognani, segretaria generale Cisl Scuola Trentino - Ed è impensabile portare i bambini all’esterno della struttura se non è presente un giardino con zone ombreggiate, ma anche in quel caso il refrigerio non è scontato».

Bolognani ha chiesto alle autorità competenti di attivare le opportune verifiche: «Chiediamo un interessamento da parte dell’amministrazione provinciale e comunale, nonché degli enti gestori, per monitorare la salubrità degli ambienti frequentati dai bambini e dal personale impegnato».

Bolognani accende l'attenzione sull'intero comparto scuola, che si trova a programmare il nuovo anno scolastico in condizioni ambientali pesanti: «Cisl Scuola ricorda che la scuola tutta è aperta a ciclo continuo. I lavoratori delle segreterie, i collaboratori scolastici, gli assistenti di laboratorio, i dirigenti scolastici, i docenti collaboratori, tutti si adoperano ogni giorno affinché a settembre gli studenti possano riprendere il percorso scolastico. La salute e il benessere nei luoghi di lavoro non ha pausa estiva e non deve averla».

















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