a settembre

Trentino, dall’areazione al numero di alunni per classe: tutti i dubbi sul rientro a scuola

Interrogazione di Lucia Coppola che chiede di sapere quanti sono i vaccinati nella fascia 12-19. E di rivedere al ribasso il numero di alunni nella stessa aula

TRENTO. Il ritorno in classe a settembre preoccupa. Ci sono tanti nodi che attendono di essere sciolti. Ma il tempo è ormai poco e Lucia Coppola, consigliere provinciale, vuole vederci chiaro. Ecco quindi che ha presentato una lunga e articolata interrogazione.

Che tocca diversi temi: dall’areazione dei locali, al numero di studenti per classe fino (naturalmente) le vaccinazioni.

“Il ritorno a scuola senza rischi in tempo di pandemia da Covid-19 (pare che la quarta ondata sia già iniziata) è il grande tema della stagione scolastica che a breve ripartirà.

Un dibattito che coinvolge politici, amministratori, scienziati, insegnanti, sindacati, studenti e famiglie e che ha l’indubbio merito di focalizzare l’attenzione sulla sicurezza in classe. Ho letto con interesse l’intervista al professore Roberto Battiston che auspica investimenti per garantire il riciclo dell’aria nelle aule scolastiche trentine, al fine di scongiurare l’espandersi del Coronavirus.

 Sappiamo che la variante Delta è estremamente contagiosa e che i ragazzi, pur contraendo la malattia in forma spesso leggera, sono comunque portatori di infezione agli adulti. Il ricambio dell’aria nelle classi, con l’apertura delle finestre, è utile ma non sufficiente, specialmente nella stagione più fredda. Inoltre tale azione diventa controproducente nel caso di edifici scolastici situati lungo vie trafficate o nelle vicinanze di zone industriali o di aree in cui si pratica l’agricoltura intensiva.

L’obiettivo a livello nazionale è quello di vaccinare il più alto numero di ragazzi tra i 12 e 19 anni prima del rientro a scuola e si auspica la copertura vaccinale anche per i docenti e tutto il personale scolastico.

La Provincia di Trento ha fatto sapere, tramite il direttore del dipartimento istruzione, che investire in impianti di condizionamento, ricircolo e ricambio dell’aria è troppo oneroso dovendo garantire la copertura di settemila classi. Secondo il mio parere un intervento che, se da un lato può sembrare eccessivamente costoso, dall’altro farebbe risparmiare ingenti spese sanitarie per la cura dei malati.

E’ vero inoltre che se si arrivasse a una buona copertura vaccinale tra i 12 e i 19 anni gli interventi per garantire il ricircolo dell’aria si potrebbero focalizzare al momento per le classi con gli alunni sotto i 12 anni. il SARS-CoV-2 è solamente l’ultimo in ordine di tempo dei “nemici” che possono annidarsi dentro le aule e minare la salute di alunni, insegnanti e personale scolastico.

Sovraffollamento e carente manutenzione degli edifici sono, infatti, legati a un maggior rischio di contrarre malattie. Gli agenti patogeni sopravvivono a volte per diverse ore nell’aria degli ambienti e durante questo lasso di tempo rappresentano per i presenti un potenziale rischio per la salute ad ogni respiro. Gli studi recenti hanno dimostrato che il virus della SARS-CoV-2, ad esempio, sopravvive nell’aria per diverse ore, mantenendo durante questo arco di tempo la sua efficacia infettiva.

La decisione di ritornare al numero di alunni per classe pre covid in autunno, quando pare ci sarà un nuovo aumento consistente dei contagi, non sembra essere una scelta lungimirante. Le aule sovraffollate ovviamente favoriscono anche la diffusione di batteri e virus, come, appunto, il SARS-CoV-2".

Ed ecco quindi le domande che attendono la risposta della Provincia.

"Chiedo al presidente se non intenda rivedere al ribasso il numero degli alunni per classe.

Quanti ragazzi tra i 12 e i 19 anni si sono sottoposti ad oggi alla vaccinazione anti Covid?

Quali azioni si intenda intraprendere per aumentare le adesioni alla vaccinazione degli studenti con età superiore ai 12 anni e a che punto è in Trentino la copertura vaccinale tra i docenti e il personale scolastico.

Ese non ritenga possa essere utile investire, assieme ai Comuni per la loro parte, per garantire il ricircolo dell’aria nelle aule scolastiche, prioritariamente in quelle che ospitano gli studenti fino ai 12 anni che non avranno quindi una copertura vaccinale.