Dillo al Trentino

«Luglio torrido e i bambini dell’asilo venivano lasciati all’aperto con 38 gradi»

La segnalazione di un nonno: «A Trento è capitato di prendere la nipotina al nido mentre era all’aperto con temperature impossibili. Perché non potevano stare dentro l’aula?». Avete una segnalazione? Mandate una mail a dilloaltrentino@giornaletrentino.it

LA MAPPA INTERATTIVA DELLE SEGNALAZIONI

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TRENTO. L’altra settimana, l’ultima di luglio, è stata quella conclusiva per la scuola dell’infanzia trentina, alle prese da due anni con il prolungamento dell’attività scolastica a tutto il mese di luglio tra le proteste delle insegnanti e la decisione della Provincia di voler proseguire con la sperimentazione anche nel 2023.

Ma al di là dei numeri e della valenza didattica della cosa, c’è anche un aspetto pratico che quest’anno è stato uno dei protagonisti, se non quello principale: il caldo torrido.

Molte delle scuole dell’infanzia trentine non hanno sistemi di raffrescamento perché solitamente d’estate la scuola è chiusa ai bambini e quindi non ce n’è mai stato il bisogno, ma ora con l'apertura di luglio ovviamente le cose cambiano, come abbiamo già sottolineato l’altro giorno in un articolo in cui la Cisl Scuola lanciava l’allarme, anche sulla base di alcune notizie di malesseri che erano arrivate da alcune strutture.

Ora, a luglio concluso, a prendere la parola con una mail scritta a dilloaltrentino@giornaletrentino.it è Franco. uno dei nonni dei bimbi che frequentano il servizio, in questo caso in un asilo nido.

LA MAPPA INTERATTIVA DELLE SEGNALAZIONI

Ecco cosa scrive Franco: «Buongiorno, siamo dei nonni “qualsiasi” incaricati di ritirare sovente la nostra nipotina (due anni e mezzo) da un asilo nido comunale di Trento.

Nelle ultime due settimane di luglio la situazione non era per nulla bella: un giorno alle 15.30 la temperatura esterna era di 38 gradi all’ombra.

Con stupore e sgomento, quel giorno abbiamo trovato la nipotina con le maestre e altri bambini intenti a giocare sul prato all’aperto, sotto un albero che filtrava appena i roventi raggi solari.

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A mente dei ripetuti appelli dei medici di evitare ad anziani e bambini le ore più calde di questa torrida estate per gli intuibili rischi alla salute (disidratazione, colpi di calore, eritemi, ecc...), ci siamo chiesti se lo svolgimento della didattica tenesse conto o meno di tale oggettiva situazione.

Era proprio impossibile, con questo caldo tremendo, tenere i bimbi all’interno della struttura, a temperature senz’altro inferiori?

Il buon senso esula dalla didattica o è un semplice optional per le insegnanti? Evitiamo altre considerazioni meno eleganti... Grazie per questo bellissimo servizio di cittadinanza attiva che state offrendo!», conclude Franco.

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