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I sindacati al Governo: il vaccino non toglie il rischio Dad

La sottosegretaria all'Istruzione Sasso: “Presto il 90% dei professori vaccinati. Non consentiremo mai a nessuno di discriminare i minori non vaccinati”

di Valentina Roncati

ROMA. E' responsabilità del governo valutare se è "assolutamente necessaria" la vaccinazione obbligatoria del personale scolastico e in ogni caso la misura non è "di per sé sufficiente a dare garanzia di assicurare la ripresa delle attività didattiche in presenza e in sicurezza" anche perché, sebbene oltre l'85% del personale scolastico risulta vaccinato, solo il 17% degli studenti lo è, e la vaccinazione del personale "non può escludere la diffusione del contagio tra gli alunni, ipotesi niente affatto improbabile".

E' quanto scrivono cinque sigle sindacali - Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals e Anief - ai ministri dell'Istruzione Patrizio Bianchi e alla Salute Roberto Speranza. Tra l'altro, secondo il presidente di Anp, il sindacato dei presidi, Antonello Giannelli, la cifra di 200 mila docenti senza vaccinazione "è sovrastimata". "Se verrà introdotto l'obbligo vaccinale Anief è pronto a ricorrere", minaccia il presidente del giovane sindacato Marcello Pacifico. Per venerdì intanto è atteso un incontro tra tutti i sindacati della scuola e il titolare del ministero di viale Trastevere per definire la ripartenza a settembre. Una ripresa che preoccupa i presidi. I dirigenti scolastici sono preoccupati per il rientro in classe, in molti casi, senza distanziamento: pur essendo consentito dal CTS, i presidi chiedono comunque che venga messo in atto uno sforzo decisivo da parte degli enti locali per rendere disponibili alle scuole il maggior numero possibile di ambienti da utilizzare come aule, anche con la realizzazione di strutture in edilizia leggera.

"Si ritiene che finora - fanno notare Mario Rusconi e Cristina Costarelli, di Anp Roma e Lazio - non ci sia stato il massimo impegno su questo aspetto". Per i presidi "le scuole hanno bisogno di stabilità e sarebbe preferibile partire con qualche cautela in più rispetto all'eventualità di richiedere modifiche organizzative dopo poche settimane". Francesco Sinopoli (Flc Cgil), Maddalena Gissi (Cisl Scuola), Elvira Serafini (Snals) e Marcello Pacifico (Anief) , dal canto loro, nella lettera ai ministri chiedono che siano confermate e potenziate le misure già previste nel recente passato per garantire la sicurezza nelle scuole, a partire dall'organico aggiuntivo per sdoppiare le classi e garantire il distanziamento.

Altra misura sicuramente utile, secondo i sindacati, è il contact tracing a partire dagli alunni del primo ciclo. "Siamo contrari all'obbligo di vaccino per gli insegnanti per la semplice ragione che, entro la fine di agosto, avremo immunizzato oltre il 90% dei docenti e quindi l' imposizione, lungi dall'essere effettivamente utile, rifletterebbe solo le posizioni ideologiche di una parte politica. Bisogna accompagnare, informare sui vaccini, ma non imporre quando non serve", afferma la sottosegretaria all'Istruzione Rossano Sasso della Lega, che aggiunge: "per i minori non è mai stata presa in considerazione dal ministero dell'Istruzione alcuna forma di obbligo vaccinale. Le mamme e i papà possono stare tranquilli: non consentiremo mai a nessuno di discriminare i minori non vaccinati, condannandoli alla didattica a distanza".