SCUOLA

Classi “pollaio”, gli alunni delle medie di Baselga di Piné scrivono a Fugatti: “Non rimescolateci di nuovo”

Le prime da quattro stanno per ridiventare tre dopo l’emergenza Covid. Ma i ragazzi non ci stanno (foto tema Pat)

BASELGA DI PINE’. Le chiamano classi pollaio perché sono molto, troppo numerose. Dopo il Covid, che aveva di fatto eliminato il fenomeno, ora si torna al passato e la protesta sta montando in tutto il Trentino. Gli alunni delle classi prime della scuola secondaria di primo grado Don G. Tarter di Baselga di Piné hanno scritto una lettera al governatore Maurizio Fugatti, chiedendo di non riaccorpare più le classi. Una sessantina le firme allegate.

Ecco la lettera.

“Egregio Presidente,

siamo gli alunni delle classi prime della scuola secondaria di primo grado Don Giuseppe Tarter di Baselga di Piné. 

A causa dell’emergenza corona virus, in questo anno scolastico 2020/2021 sono state formate quattro classi prime anziché tre come di consueto. 

L’aver disposto quattro classi invece di tre ha creato soprattutto effetti positivi per noi studenti: ci ha fatto lavorare al meglio, abbiamo avuto la possibilità di esporci tutti e più facilmente. 

In questi giorni ci è stato detto che il prossimo anno scolastico queste quattro classi verranno ridotte a tre e tutti gli alunni verranno rimescolati nelle tre sezioni. 

Per noi è stato già difficile il passaggio dalla scuola primaria alla scuola media, dal momento che da marzo del 2020 non abbiamo più frequentato la scuola in presenza. Non abbiamo potuto congedarci dalle nostre maestre, non abbiamo potuto salutare i nostri compagni dei 5 anni di scuola passati insieme, e ora che abbiamo creato nuovi legami d’amicizia, non vogliamo perderli. Anche la continuità con la scuola media, è stata fatta solo in parte. Adesso l’idea di dover perdere il riferimento dei professori e del gruppo classe di quest’anno, ci spaventa e non poco.

Le scriviamo quindi per farle capire l’importanza che ha per noi il mantenere le nostre classi.

Grazie mille


Le classi 1A 1B 1C 1D, che vorremmo restino così”.