Tumore seno con gene Jolie,gravidanza è sicura per mamma e bimbo



<p> (ANSA) - ROMA, 07 DIC - Nessun aumento di rischio per le donne che hanno avuto un tumore al seno e vogliono affrontare la gravidanza. Neanche per quelle che sono portatrici della cosiddetta 'mutazione Jolie', legata al gene Brca 1 e 2 che aumenta significativamente le probabilit&agrave; di ammalarsi. Lo dimostra il pi&ugrave; ampio studio mai realizzato, coordinato dall'Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova, pubblicato su Jama e presentato in contemporanea al congresso mondiale sul tumore al seno 'San Antonio Breast Cancer Symposium'. <br/> &nbsp;&nbsp;&nbsp; Via libera dunque a un figlio dopo il tumore al seno, anche nelle pazienti pi&ugrave; giovani con un carcinoma mammario ereditario correlato alla presenza di mutazioni del gene Brca: il 12% delle oltre 11.000 giovani donne in et&agrave; fertile che ogni anno in Italia sviluppano un tumore al seno. In queste donne con 'mutazione Jolie', la stessa che ha portato Angelina Jolie a sottoporsi a una mastectomia preventiva e che predispone allo sviluppo di tumori al seno e all'ovaio, la gravidanza al termine delle cure oncologiche era finora sconsigliata perch&eacute; si temeva comportasse un maggior rischio di ricomparsa del tumore o possibili pericoli per il bimbo a causa dell'esposizione a precedenti terapie oncologiche. Il nuovo studio, realizzato con il supporto di Airc, segna una svolta: i dati dimostrano infatti che a 10 anni dalla diagnosi una paziente su 5 ha avuto una gravidanza senza che si siano registrate complicanze o pericoli per i nascituri, n&eacute; un incremento della probabilit&agrave; di ricomparsa del tumore. "Questi dati dimostrano che, dopo un trattamento appropriato e un periodo di osservazione, la gravidanza non dovrebbe essere pi&ugrave; sconsigliata, perch&eacute; &egrave; possibile e sicura", osserva Matteo Lambertini, oncologo presso la Clinica di Oncologia Medica dell'Universit&agrave; di Genova-Irccs Ospedale Policlinico San Martino, coordinatore della ricerca assieme a Eva Blondeaux. Allo studio hanno partecipato 78 centri di tutto il mondo e sono stati raccolti i dati di 4732 donne; dopo il completamento delle cure ed entro 10 anni dalla diagnosi di tumore, una su cinque (22%) ha avuto una gravidanza, con un tempo medio dalla diagnosi al concepimento di 3 anni e mezzo. <br/> &nbsp;&nbsp;&nbsp; Delle 517 donne che hanno portato a termine la gravidanza, pari al 79.7% del totale, il 91% ha avuto un parto a termine e il 10% ha avuto gemelli. (ANSA). <br/> &nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>









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