Progetto 'Ninna ho, culle termiche per i bimbi abbandonati



(ANSA)- ROMA, 15 GIU - Una culla termica come 'casa' per un futuro migliore. Sono 26 i bimbi non riconosciuti alla nascita in ospedale finora noti dal 2008 e tantissimi sono i casi non documentati. Dei 26 neonati che hanno usufruito della normativa italiana sul parto in anonimato (DPR 396/2000) nelle strutture ospedaliere, sei sono stati lasciati al sicuro nelle culle termiche realizzate dalla Francesca Rava N.P.H. italia Onlus.    Le culle termiche, una sorta di 'ruota degli esposti' in versione moderna, sono realizzate nell'ambito di 'Ninna ho' (www.ninnaho.org), primo progetto contro l'abbandono neonatale, che ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Salute e della Società italiana di Neonatologia. Obiettivo primario è informare e sensibilizzare le future madri italiane in difficoltà sociale, economica o psicologica sul diritto a partorire in anonimato.    "Vogliamo che tutte le donne di qualsiasi ceto sociale afflitte da qualunque problema sappiano che hanno diritto, perché la legge italiana dà diritto, a partorire in modo anonimo e gratuito in ospedale - spiega Maria Vittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava Onlus - la legge prevede proprio che tutte le donne con o senza documenti, italiane o straniere, possano in un ospedale ricevere le cure, partorire e non rischiare la propria vita, e anche per da nascere sano il proprio bambino". Sette gli ospedali con cui la Fondazione ha una collaborazione (l'Azienda Ospedaliero-Universitara Careggi di Firenze, Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, Azienda Ospedaliera di Padova, Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma, Policlinico Casilino di Roma, Ospedale Materno Infantile Del Ponte di Varese). Trecento le case famiglia con cui c'3 una collaborazione. "Uno studio realizzato insieme alla Sin e al ministero della Salute, grazie alla collaborazione di 100 punti nascita - aggiunge inoltre Rava- dimostra che il 37% delle donne che incorrono in abbandono neonatale sono italiane". (ANSA).   















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