Esperti,700 italiani in Svizzera a morire,pagano 10mila euro



(ANSA) - ROMA, 09 SET - "Il divieto al suicidio assistito ha portato oltre 700 italiani a recarsi in Svizzera, pur di cessare le loro sofferenze". E questo cosiddetto 'suicide tourism' non solo "è in crescita", ma è una fonte di discriminazione tra cittadini, perché "accessibile solo agli abbienti, in quanto il costo supera i 10mila euro". A spiegarlo all'Ansa è Maurizio Mori, ordinario di Filosofia morale all'Università di Torino e presidente della Consulta di Bioetica, a margine della presentazione dell'appello degli esperti alla Corte Costituzionale, in vista dell'udienza del 24 settembre.    "Nessuna persona deve essere condannata a vivere in condizioni di sofferenza che ritiene inaccettabili, e lo Stato, attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, deve aiutare queste persone rispettando la loro volontà e dignità", afferma Roberto Grendene, segretario dell'Unione degli Atei (Uaar) e tra gli organizzatori del convegno "Per il diritto al suicidio medicalmente al Suicidio, un'urgenza non più rimandabile", ospitato oggi presso la Sala Isma del Senato. "L'etica del medico impone la compassione - ha aggiunto Carlo Flamigni, professore emerito di ginecologia ed ostetricia dell'Università di Bologna - e nella relazione di cura deve guidarci la sofferenza del paziente, comunque si manifesti e in qualsiasi modo venga espressa. Pertanto, mettere in dubbio la liceità di aiutare un paziente a lasciare una vita fatta solo di sofferenza, non ha motivo di essere". (ANSA).   















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