Europa

Aiuti Ue a sette Regioni italiane: ora anche a Sardegna e Molise

La politica di coesione oggi e domani (con il contributo dell’Unione Europea)

BRUXELLES. La Commissione europea ha messo a punto le nuove linee guida in materia di aiuti di Stato a finalità regionale che indicano le condizioni in base alle quali gli Stati membri possono concedere aiuti alle imprese e sostenere così lo sviluppo economico delle aree più svantaggiate.

Le nuove disposizioni entreranno in vigore dal primo gennaio 2022 e lo resteranno fino al 2027. E per la prima volta terranno conto del Green deal europeo e la digitalizzazione.

Diverse le novità introdotte. Innanzitutto, applicando le nuove linee guida la quota della popolazione Ue che potrà beneficiare degli aiuti sale dal 47 al 48%. Aumenta poi l’entità degli aiuti che potranno essere erogati alle piccole e medie imprese, alle regioni ultraperiferiche, alle zone di confine, alle aree svantaggiate nella transizione energetica e a quelle che si stanno spopolando.

In generale, viene semplificata la struttura degli aiuti.

Per l’Italia le regioni interessate al nuovo meccanismo passano da cinque a sette. Sardegna e Molise, a causa dell’andamento del Pil pro-capite dei loro abitanti, si vanno infatti ad aggiungere per i prossimi anni a Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Saranno così quattro su dieci gli italiani che potranno beneficiare degli aiuti pubblici in base alle nuove norme Ue, con la copertura che sale dal 34 al 42%.

Il nostro Paese resta comunque sotto la media europea poiché saranno sempre gli Stati membri più poveri quelli che potranno erogare più aiuti. A poter erogare maggiormente aiuti di Stato a finalità regionale, sempre in base alla popolazione, saranno dunque la Bulgaria, l’Estonia, la Lituania, la Lituania, la Croazia e l’Irlanda del Nord. All’estremo opposto si trovano la Danimarca e il Lussemburgo.

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