Tomek Mackiewicz, storia di un alpinista atipico rimasto sul Nanga Parbat
La compagna Anna Solska-Mackiewicz dedica un libro al grande scalatore polacco, che nel gennaio 2018 fu vittima di una tragedia durante la discesa dall'ottomila himalayano che aveva conquistato insieme alla francese Elisabeth Revol, rimasta bloccata e congelata a 6.700 metri ma portata in salvo dopo una straordinaria operazione di soccorso. Nel maggio 2018 al Trento Film Festival il ricordo nella serata «Tomek, il sognatore del Nanga e l'inverno degli Ottomila»
PODCAST Parla lo scialpinista salvato dopo 25 ore in una dolina carsica
NEPAL Da Polenza: «Troppe agenzie turistiche che tagliano i costi»
L'edizione 2018 del Trento Film Festival lo ha ricordato con la serata «Tomek, il sognatore del Nanga e l'inverno degli Ottomila», Tomek Mackiewicz era un grande scalatore polacco scomparso a fine gennaio di sette anni fa, sul Nanga Parbat, dove aveva completato, con la francese Elisabeth Revol, la via Messner-Eisendle, impresa invernale mai riuscita ad altri prima e di cui si sono occupati i media di tutto il mondo.
Tredici giorni in parete, una straordinaria scalata invernale e poi un dramma infinito che tenne per giorni col fiato sospeso: il miracoloso salvataggio di Elisabeth Revol, grazie ad un'incredibile operazione di soccorso, l'addio al suo compagno di cordata, lassù, sul colosso pachistano di 8.126 metri..
Elisabeth Revol è stata, nella spedizione con Tomek Mackiewicz, la prima donna a piantare in inverno i ramponi sulla cima ghiacciata del Nanga Parbat.
Per riportarla giù viva dalla montagna era stato fondamentale l'intervento del russo Denis Urubko e del polacco Adam Bielecki, due fuoriclasse dell'alta quota. Lei era bloccata a 6.700 metri, in una buca nel ghiaccio, con i piedi congelati e le batterie del telefono scariche.
Mackiewicz era rimasto a 7.200 metri: aveva problemi alla vista e congelamenti, non è più riuscito a scendere. Il Nanga Parbat, che per un decennio aveva cercato ossessivamente di scalare, rimarrà la sua tomba.
A Tomasz Tomek Mackiewicz ha dedicato un libro la sua compagna, Anna Solska-Mackiewicz. «Il sogno di Tomek - ricorda - era quello di scalare il Nanga Parbat e raccontare la sua storia. Io dovevo essere solo la sua ghostwriter, che lo avrebbe aiutato a mettere in parole ciò che voleva comunicare al mondo. Non siamo riusciti a farlo questo lavoro. Descrivere la storia di Tomek è diventato un mio dovere. Prendermi cura della sua memoria è la mia missione di vita.»
Tomasz Mackiewicz se n’è andato il 26 gennaio 2018 sul Nanga Parbat, la montagna che era diventata la sua ossessione: ci aveva già passato sei inverni, sei spedizioni in sordina, senza sponsor, con pochi soldi. In vetta era arrivato insieme a Elisabeth Revol.
Alpinista atipico, con un passato giovanile complicato e difficile, era molto conosciuto e apprezzato nel mondo competitivo dell’alpinismo. Anna Solska ci racconta la storia di un uomo e di un padre guidato da una passione divorante per la «sua» montagna.
«Tomek mi ha insegnato a non oppormi al mio destino, a seguire la mia voce. Ha ispirato in modo simile migliaia di altre persone. “Fidati di me e credi in te stessa”: queste sono le parole che Tomek ripeteva più spesso e che mi sono rimaste impresse nel profondo.»
ANNA SOLSKA-MACKIEWICZ, compagna di vita di Tomek Mackiewicz, è filologa e germanista. Autrice di libri illustrati per bambini, traduttrice dal tedesco e dall’inglese, ha creato e gestisce la Fondazione Nanga, in memoria di Tomek, che opera a favore degli abitanti dei villaggi pakistani, partecipando tra l’altro al progetto di costruzione di un acquedotto nel villaggio di Ser, situato nella valle di Diamir, ai piedi del Nanga Parbat.
Tomek. Il mio universo
Anna Solska-Mackiewicz
Editore: Solferino, 2025, pagine 336, 20 euro.