IL LIBRO

Stambecco sulle Alpi, salvato due secoli fa ma ora davanti a nuove minacce

La vicenda di questo animale leggendario è narrata da Franco Brevini nel nuovo volume «L'incredibile storia dello stambecco delle Alpi». Un viaggio da quando furono accolti i primi appelli per misure contro l'estinzione dei pochi individui sopravvissuti nel Gran Paradiso, all'odierno ritorno di un rischio di crisi a causa del turismo e del riscaldamento climatico

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Si intitola «L’incredibile storia dello stambecco delle Alpi» il nuovo volume nel quale Franco Brevini ripercorre le vicende davvero straordinarie di questo animale di montagna.

Pubblicato da ollana La Piccola Biblioteca di Ulisse, il libro ha come titolo completo «L'incredibile storia dello stambecco delle Alpi. Le avventure di re, scienziati, bracconieri, guardaparco e un animale leggendario».

All’inizio dell’Ottocento lo stambecco alpino è vicino all’estinzione: poche decine di individui sopravvivono sulle rupi del Gran Paradiso, braccati per trofei e credenze farmaceutiche.

Brevini intreccia racconto di montagna, divulgazione scientifica e ricostruzione storica per seguire la traiettoria di una delle più sorprendenti operazioni di conservazione europee.

La narrazione passa dagli adattamenti dell’animale al gelo e alla fame alle vicende politiche che trasformano una specie “condannata” in patrimonio collettivo: gli appelli del forestale e alpinista Joseph Zumstein, le Regie Patenti del 1821 che vietano la caccia, la riserva reale dei Savoia e poi la nascita del Parco nazionale del Gran Paradiso.

Ma la storia non procede in linea retta: guerre, crisi economiche e bracconaggio riportano più volte lo stambecco sull’orlo del baratro, imponendo scelte gestionali controverse e una sorveglianza durissima.

Il finale guarda all’oggi: ripopolamenti e censimenti segnano un successo, ma nuove pressioni si affacciano all’orizzonte: turismo, frammentazione delle colonie, riscaldamento globale. Non solo la cronaca di un “miracolo” naturalistico, ma un viaggio nel rapporto fra natura e potere, e nella responsabilità umana verso un simbolo delle Alpi.

Franco Brevini insegna letteratura italiana e letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Bergamo. Tra i massimi studiosi della poesia dialettale (La poesia in dialetto. Storia e testi dalle origini al Novecento, 1999, 3 voll.), ha pubblicato da ultimo Voci di Lombardia (2008) e La letteratura degli italiani. Perché molti la celebrano e pochi la amano (2011).

La sua grande passione per la montagna lo ha portato a scrivere Ghiacci. Uomini e avventure dalle Alpi al Grande Nord (2002), Rocce. Dal Borneo alle Lofoten, dalle Alpi al Sahara, avventure di uomini in scalata (2004) e La sfinge dei ghiacci. Gli italiani alla scoperta del Grande Nord (2011). Collabora con il Corriere della Sera.

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