IL TEMA

Smarriti fuori sentiero, sfiniti o nel buio: sempre più escursionisti in difficoltà

Fa riflettere la frequenza di interventi dei soccorritori, in quest'estate da boom, ai vari angoli e quote su Dolomiti e Prealpi, spesso per portare in salvo persone incolumi che non erano più in grado di proseguire: torna la questione della preparazione e della consapevolezza in montagna

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Questa estate ha registrato un numero elevato di allarmi per situazioni di difficoltà, più o meno gravi, che riguardano escursionisti sui sentieri delle Dolomiti e dintorni.

Si tratta probabilmente di un effetto collaterale dell'aumentata frequentazione della montagna, già vista negli ultimi anni ma si presume ulteriormente cresciuta in un'estate rovente in città e trainata dall'effetto cartolina dei Giochi olimpici e paralimpici di inizio anno.

Sono sempre più numerosi gli escursionisti che sbagliano il sentiero e procedono finché si trovano su terreno troppo ripido e insidioso, impossibilitati a continuare in qualunque direzione. 

Necessario così l'intervento dei soccorsi, in genere con l'elicottero, per recuperare la persona tramite verricello.

Nelle ultime settimane episodi simili si sono ripetuti e in qualche caso anche in parete, con rocciatori che hanno sbagliato via di salita oppure che sono rimasti incrodati in discesa.

La problematica della insufficiente preparazione di una parte dei frequentatori delle Dolomiti è stata sollevata spesso, nei mesi scorsi e anche nelle ultime settimane assai intense, innanzitutto da voci nel mondo del Soccorso alpino: si tratta infatti di emergenze evitabili, se vi fosse a monte una diversa attitudine di chi affronta la montagna.

Di frequente, fra l'altro, come mostrano le cronache dolomitiche di agosto e di settembre, l'allarme scatta di notte, con un aggravio di impegno e di rischi per i soccorritori.

A finire in situazioni di totale emergenza, sia pure fortunatamente incolumi, sono di frequente escursionisti che si sono smarriti oppure che hanno esaurito le forze.

In proposito, risulta molto utile, ai fini della prevenzione, il Decalogo dell’escursionista, scritto dal Coordinamento sezioni Dolomiti Bellunesi del Club alpino italiano e diffuso all'inizio di agosto 2026 tramite il settimanale diocesano bellunese l'Amico del popolo, a firma di Gianluigi Topran d’Agata (coordinatore) e Patrizio Mazzoni (Ane).

Si tratta di una serie di suggerimenti che approfondiscono in modo preciso le classiche indicazioni rivolte dalle istituzioni a chi frequenta la montagna.

La pianificazione delle uscite tenendo conto della difficoltà rispetto alle proprie capacità, del meteo previsto e di altri fattori, è per esempio la base di partenza fondamentale per mitigare fin da prima dell'escursione i rischi di finire in situazioni critiche.

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Ma ecco i dieci, preziosi punti diffusi dal Cai bellunese.

  1. «Scegli sempre itinerari adeguati alle tue possibilità e al tuo grado di allenamento

    Non affrontare percorsi troppo impegnativi senza la giusta preparazione. Non affrontare un’escursione da solo; lascia detto dove sei diretto e il percorso che hai programmato.

  2. Informati sull’itinerario che intendi affrontare, sul tipo di difficoltà e sul tempo medio necessario

    Un escursionista mediamente allenato può coprire in un’ora un dislivello di 300-350 metri in salita e 400-500 metri in discesa. Dove il dislivello è quasi trascurabile si può considerare una distanza di circa 4-5 chilometri all’ora. Bisogna, inoltre, tenere sempre conto delle soste, degli imprevisti e del ritmo del gruppo, soprattutto se sono presenti persone meno allenate.

    È sempre conveniente e appagante partire di buon mattino, nelle ore più fresche.

  3. Segui sempre i sentieri segnalati

    Non abbandonarli per seguire scorciatoie: potresti smarrirti e trovarti su terreni instabili, oltre a deturpare la vegetazione, disturbare la microfauna e provocare erosioni.

    L’escursione va preparata consultando libri o siti internet per individuare le difficoltà tecniche, valutando sempre il dislivello, lo sviluppo dell’itinerario e la presenza di acqua.

    Per avere maggiori informazioni contatta le Guide alpine, gli operatori CAI-Soccorso Alpino o i gestori dei rifugi della zona.

  4. Non affidarti solo al telefono

    Porta sempre con te la carta topografica escursionistica del territorio che intendi frequentare (è consigliata la carta Tabacco in scala 1:25.000), perché in qualsiasi momento potresti trovarti con gli strumenti tecnologici fuori uso per mancanza di segnale o batteria scarica.

  5. Informati sulle previsioni meteo

    Osserva sempre eventuali cambiamenti del meteo durante la giornata. In caso di imminente maltempo impara a rinunciare e, se necessario, torna indietro.

  6. Non andare mai oltre le tue possibilità

    Inizia l’escursione con ritmo lento: nei tratti in forte salita i passi devono essere più corti. Questo consente di mantenere costante lo sforzo e una migliore resistenza nelle ore successive.

    Non portarti mai al limite delle tue possibilità psicofisiche: eventuali imprevisti possono richiedere sforzi supplementari anche notevoli.

    Tra gli imprevisti possono esserci modifiche inattese del percorso causate da alberi a terra, lavori boschivi, corsi d’acqua, frane improvvise o pericoli non segnalati.

  7. Cosa mettere nello zaino?

    Ricambio con maglietta, mutande e calze; felpa o pile, berretto, guanti, giacca antipioggia, cappellino, crema solare, burro cacao e occhiali da sole; un kit di primo soccorso; telo termico di emergenza, carta igienica e fischietto.

    Se possibile, anche bussola, altimetro, coltellino multiuso, nastro americano, un pezzo di cordino fine, lacci per scarponi e lampada frontale con batterie cariche.

    Naturalmente non devono mancare il cibo e, soprattutto, l’acqua necessaria per tutta l’escursione.

    Mettiamo nel nostro zaino tutto quello che ci serve ma, ovviamente, con moderazione.

  8. Scegli l’attrezzatura adeguata

    Utilizza sempre calzature adeguate, con suola scolpita antiscivolo e un buon supporto per la caviglia. Vestiti a strati, con capi tecnici traspiranti, e porta sempre nello zaino una giacca antivento e antipioggia: anche in estate il tempo può cambiare repentinamente.

    Sono consigliati i bastoncini da trekking: riducono l’impatto sulle articolazioni e migliorano l’equilibrio sia in salita sia in discesa.

  9. Non lasciare tracce

    Riporta a valle i tuoi rifiuti. Rispetta la flora e la fauna. Rispetta le culture e le tradizioni.

  10. In caso di emergenza

    Chiama il 112 (Numero Unico Europeo) oppure il 118 (numero ancora attivo nella Regione Veneto). È molto consigliata l’applicazione GeoResQ del Cai-Soccorso Alpino, scaricabile gratuitamente: consente di determinare la propria posizione geografica, effettuare il tracciamento in tempo reale delle escursioni e, soprattutto, in caso di emergenza, inoltrare la richiesta di soccorso direttamente alla centrale operativa attiva 7 giorni su 7 e collegata al 112/118».

    [nelle foto, interventi delle ultime settimane per soccorrere persone che avevano sbagliato sentiero, crediti: Soccorso alpino Belluno]













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