Le Aquile di San Martino e Primiero animano il Ferragosto
Le mitiche guide alpine anno ricordano il cinquantesimo dell'ascesa sull'ottomila nepalese Dhaulagiri: sabato 15 agosto incontro con componenti della storica spedizione, dimostrazioni e test di arrampicata, mostra e altre iniziative. Giovedì 13, lo scrittore Matteo Righetto propone il film di cui autore e interprete (regia di Marco Zuin) "Per silenzio e vento": una riflessione sul legame spirituale tra noi e la montagna
Dhaulagiri 1976, mezzo secolo fa le «Aquile» del Primiero nella storia
Il Ferragosto dolomitico sarà animato dalla Festa delle guide alpine , le mitiche "Aquile" di San Martino e Primiero
Sabato 15 alle 10.30 la messa accompagnata dal coro Sass Maor di Primiero nella chiesa di San Martino, con benedizione delle corde e del monumento delle Aquile a piazzetta Crodaroi. A seguire, sfilata delle guide alpine fino al palazzetto dello sport.
Dalle 12.30 il pranzo delle guide, con menù tipico di speciaità primierotte e a seguire dimostrazioni di arrampicata e prove gratuite aperte a tutti i partecipanti.
Dalle 21 serata celebrativa del 50° anno dall'ascesa sul Dhaulagiri a opera delle "Aquile" di San Martino e Primiero, saranon presenti alcuni componenti della storica spedizione alpinistica (ingresso libero). Nella primavera del 1976 arrivarono sulla vetta alta 8.167 metri: fu la quarta scalata in assoluto su quella cima.
Il Dhaulagiri I si trova nel Nepal centro-settentrionale ed è la settima montagna più alta del mondo. Fu scalato la prima volta nel 1960 da un gruppo di cui faceva parte anche l'austriaco Kurt Diemberger, mentre la prima ascensione femminile fu opera di Lutgaarde Vivijs nel 1982. La prima invernale assoluta nel 1985.
Al palasport sarà visitabile una mostra, a cura di Giampaolo Zortea, con documenti, cartine, fotografie e l'attrezzatura utilizzate durante la spedizione sul Dhaulagiri.
Due giorni prima, giovedì 13 agosto sarà, invece, lo scrittore di montagna Matteo Righetto a inaugurare, con una presentazione a Dolomitincontri, la Festa delle guide alpine.
L’autore padovano, grande appassionato di Dolomiti e filosofo della montagna, in questa speciale edizione della rassegna presenterà un’opera cinematografica della quale è autore e interprete, un film per la regia di Marco Zuin anticipato questa primavera al Trento Film Festival: Per silenzio e vento (nel fotogramma qui sotto, una scena).
Un viaggio nel legame spirituale tra l’uomo e la montagna e una preziosa occasione per riflettere sulla complessità di tale rapporto e sul valore etico dell’alta quota, abbandonando l’alpinismo come sfida o impresa sportiva, per evolversi invece in un ascolto profondo e in una nuova consapevolezza.
Alternando filmati d’archivio in super 8 a immagini contemporanee, Per silenzio e vento segue lo sguardo dello scrittore Matteo Righetto e il suo incontro con alpinisti di diverse generazioni che vivono la montagna.
Insieme percorrono gli spettacolari itinerari delle Dolomiti, ragionando sulle contraddizioni che si riflettono in esse.
Il documentario infatti mostra il contrasto tra il legame ancestrale con la natura, testimoniato dalle immagini iniziali di fossili, prati e orme animali, e la non curanza della frenesia urbana, che si manifesta con code di auto e turisti e alpinisti indifferenti alle nuove fragilità dell’ambiente.
In occasione della proiezione, alle 17.30, nella sala congressi di San Martino di Castrozza, Righetto parlerà anche del suo nuovo saggio Lo Zen e l’arte di andare a funghi (Feltrinelli), che esplora attraverso riflessioni profonde non un mero passatempo ma una pratica filosofica, meditativa e intimamente umana, un libro sul bosco che parla all’uomo.
Un libro sui funghi che parla della vita ma soprattutto un invito a cercare senza pretendere, a vivere senza accumulare. Un vero elogio della lentezza, della ricerca e del perdersi per potersi, infine, ritrovare.
La quarantesima edizione della rassegna Dolomitincontri propone questa settimana anche un dialogo con Alice Basso, martedì 11 agosto alle 18 alla sala congressi di San Martino.
L’autrice, milanese di nascita ma piemontese d’adozione, ha saputo conquistare milioni di lettori e lettrici con i suoi irresistibili personaggi, una tra tutti Atena Ferraris, tornata in libreria tra le pagine dell’attesissimo nuovo romanzo Le ottanta domande di Atena Ferraris che fa seguito al precedente fortunato libro Le 27 sveglie di Atena Ferraris, entrambi editi da Garzanti.
In questo nuovo romanzo, che sicuramente ne anticipa almeno altri tre (cinque è il numero minimo di libri dedicati ad un personaggio per stessa ammissione dell’autrice Basso), ritroviamo la nostra “paladina della giustizia” alle prese con un nuovo mistero da risolvere, come sempre in compagnia del fratello gemello Febo e di nuovi amici.
Atena racconta in prima persona, e la sua voce resta il nerbo del romanzo. Il flusso dei pensieri avanza per improvvise associazioni, deviazioni, accumuli di dettagli, come se la narrazione seguisse il ritmo di una mente iperattiva e vulnerabile.
La sospetta diagnosi di AuDHD (autismo di livello 1 con ADHD, ossia il disturbo dell'attenzione) si trasforma in una lente per osservare ogni gesto, ogni relazione, ogni quotidiano fraintendimento.
Atena Ferraris, abituata a cercare soluzioni logiche a ogni problema, si confronta con il mondo fuori dal suo appartamento aiutando amici e risolvendo misteri. Tra nuove amicizie, un interesse amoroso e sfide inattese, scopre che le etichette, pur limitanti, possono guidare nella vita e far accettare chi si è davvero.
Attraverso le avventure di Atena, Alice Basso esplora con tatto, rispetto e competenza il complesso mondo delle neurodivergenze, aprendo un’interessante finestra su un argomento di grande attualità.