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Lagorai, ecco il ricovero per pastori costruito fra i picchi della Fornasa

Dopo il ripristino dei boschi, nell'area che appartiene al Comune di Fornace, pur trovandosi nel territorio di Valfloriana, la Provincia ha realizzato una struttura a 2.190 metri, destinata a favorire l'attività in quota

LAGORAI


La zona della Fornasa, oggi di proprietà del comune di Fornace ma situata nel comune catastale di Valfloriana, in area val Cadino, vicino al passo Manghen, è stata oggetto di un complesso intervento di recupero dopo gli schianti del'uragano Vaia. Il Comune di Fornace, con il supporto della Provincia, si legge in una nota stampa, si è impegnato nel ripristino del territorio boschivo e in un progetto di sostegno e tutela delle attività silvo-pastorali della montagna.

Rientra tra queste attività la realizzazione del ricovero per i pastori in località "Le Celesti", appena inaugurato. La struttura si raggiunge attraverso una camminata di circa un’ora con partenza dalla malga "Fornasa alta". Quella inaugurata è la quarta struttura (oltre a due bivacchi e a un edificio a disposizione dei censiti) realizzata nella zona della Fornasa. 

Alpeggi, a quota 2.190 un nuovo rifugio per gli operatori sul Lagorai - FOTO

Un nuovo ricovero destinato ai pastori è stato realizzato dalla Provincia su un terrazzo naturale a quota 2.190, nel Lagorai, nell'area della Fornasa, di proprietà del Comune di Fornace: si raggiunge attraverso una camminata di circa un’ora con partenza dalla malga Fornasa alta, nella zona del rio Cadino, non lontano dal passo Manghen [foto: Provincia autonoma di Trento]

L’opera (costata 60 mila euro) consiste in un piccolo fabbricato in legno, con pianta quadrata (4,10 x 3,5 m), realizzato con legno di larice recuperato dalle foreste limitrofe e lavorato sul posto mediante sistema block bau. E’ costituito da un unico locale, con copertura a due falde e gronda anteriore sporgente per il deposito dei materiali funzionali all’attività e alla permanenza del pastore.

L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito di una serie di interventi similari, avviati dal servizio foreste della Provincia su tutto il territorio provinciale.

Il ricovero è realizzato su un terrazzo naturale (quota 2190 m s.l.m.), in posizione dominante e baricentrica rispetto al comparto pascolivo della Fornasa, di proprietà del Comune di Fornace, al fine di garantire la presenza continua del pastore nelle aree di permanenza del bestiame ovino in alpeggio. La struttura si raggiunge tramite un sentiero che parte dalla malga Fornasa Alta (1880 m s.l.m.), percorribile in circa 1 ora di cammino.

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“Questo intervento – sottolinea l’assessore Failoni – è espressione della volontà di mantenere la montagna trentina viva e presidiata dall’uomo anche attraverso attività economiche che sono tradizionali e molto importanti. In Trentino infatti la montagna deve essere popolata, vissuta e frequentata, come risorsa fondamentale per confermare la qualità del nostro territorio e anche per dare un futuro alle comunità che vivono nelle nostre valli. Un ringraziamento va quindi rivolto a tutti coloro che hanno dato un contributo alla realizzazione di questo progetto, contenuto nelle dimensioni, ma complesso da realizzare su questo territorio. A partire dal Comune di Fornace e dal Servizio Foreste della Provincia, che è notevolmente impegnato a valorizzare il nostro patrimonio silvo-pastorale, sono numerose le professionalità che sono state coinvolte e altrettanto numerose sono le aziende. Rivolgo a tutti il mio ringraziamento per un intervento molto utile e sicuramente apprezzato dalla comunità”.

“La Fornasa – spiega il sindaco di Fornace Matteo Colombini - è un luogo caro alla nostra comunità perché ne racconta un pezzo di storia. Nel 1512 Fornace si staccò dalla Comunità Pinetana, per questo al paese venne dato un luogo particolarmente lontano e scomodo per l’uso civico, la Fornasa appunto. La sua vendita inoltre fu messa ai voti dei capofamiglia, in tempi più recenti: un’ipotesi sempre respinta. Poi, a cambiare il volto dei luoghi che conoscevamo ci hanno pensato prima una notte di ottobre con Vaia, poi il bostrico: ma col tempo e col lavoro anche una cicatrice può guarire. Grazie al lavoro prezioso della Provincia autonoma di Trento e a quello silenzioso e determinato dei cittadini di Fornace che - allora come ora - hanno contribuito a tutelare un patrimonio pubblico, che non è solo ambientale ma anche culturale”.

All’inaugurazione hanno presenziato amministratori locali e rappresentanti della comunità: tra questi anche Andrea Fontanari, presidente della Comunità Alta Valsugana e Bersntol, il sindaco di Civezzano Paolo Betti, quello di Bedollo Francesco Fantini e Giovanni Giovannini, dirigente del Servizio Foreste. La Sezione cacciatori di Fornace ha curato l’organizzazione di un momento conviviale presso malga “Fornasa alta”.

[foto: Provincia autonoma di Trento]













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