La Sosat, il coro e la nascita di un immaginario collettivo della montagna
Le riflessioni del presidente della compagine canora, Andrea Zanotti, che lo scorso weekend ha celebrato il centenario con la serenata in centro e con un concerto al teatro Capovolto di piazza Battisti: «C'è un'anima profonda che lega, sin dalle origini, la Sezione operaia della Società alpinisti tridentini alla sua città»
«C'è un'anima profonda che lega, sin dalle origini, la Sosat (Sezione operaia della Società alpinisti tridentini) alla sua città, a Trento.
Quest'anima ha molto a che fare con la nascita di un immaginario collettivo della montagna, al quale la passione civile del fondatore del sodalizio, Nino Peterlongo, dà, nel 1921, vita e consistenza».
Sono parole del presidente del coro, Andrea Zanotti, per presentare le due iniziative che hanno segnato lo scorso weekend nell'ambito degli eventi per il centenario: “La serenata ala città”, sabato, con la compagine protagonista per le vie del centro, e l’incontro con i coristi di ieri e di oggi, domenica, seguito dal concerto al teatro Capovolto, in piazza Cesare Battisti.
La serenata di sabato è stata un evento asai suggestivo, negli angoli più caratteristici del centro storico, e ha emozionato il pubblico.
Ieri sera, in piazza Battisti, un altro momento toccante che ha restituito il senso profondo del secolo di vita del coro, dal palco del teatro Capovolto.
[Andrea Zanotti, ieri sera, in piazza Battisti - foto Daniele Panato/Agenzia Panato]
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«L'apertura dello scenario alpino alla dimensione popolare – richiamata e caratterizzata da quell'aggettivazione operaia - diventa così potente - prosegue Zanotti - da costituire, di prospettiva, un elemento fondamentale e distintivo della stessa identità trentina.
Tutta una generazione di giovanissimi alpinisti, rispondendo infatti a quel richiamo, si avvia, nei sabati e nelle domeniche sottratti al lavoro, verso le cime che circondano Trento: per salirle ed aprire, sulle loro pareti, una via di futuro.
Il movimento che costituisce e alimenta l'immaginario collettivo della montagna parte dunque dalla città, dal cuore pulsante delle sue vie, delle sue piazze, dei suoi quartieri popolari.
Ed è con questa consapevolezza che il coro della Sosat - che debutta cinque anni dopo, nel 1926 - e la sezione, si accingono ad un momento di festa e di restituzione di questa primogenitura».
Il luogo prescelto non è casuale, sottolinea: «La piazza dedicata a Cesare Battisti, punto di riferimento ideale di Nino Peterlongo e della Sosat».
Zanotti prosegue: «In occasione della ricorrenza dei cento anni di fondazione di questa compagine corale, si ritroveranno cantori di antica militanza e voci attuali, per ricostituire la catena di quella tradizione orale trasmessa da un canto tramandatosi, di generazione in generazione, lungo un intero secolo.
Questo ritrovarsi avverrà proprio nel cuore di Trento: dove, appunto, l'immaginario della montagna e la sua colonna sonora sono stati tenuti a battesimo.
Alle 18.30 verrà ripercorso questo momento fondativo e verranno illustrate le attività attuali e le prospettive della Sezione: e dopo un momento di ritrovo conviviale, alle 20.45 il coro della Sosat salirà il palco del Teatro Capovolto per offrire un concerto a tutta la cittadinanza.
Ad esso si affiancheranno, alla fine, i coristi veterani e i maestri che hanno guidato la compagine canora negli anni precedenti: con l'intento di fondere quella molteplicità di voci che in tempi diversi, ma in uno stesso spirito, hanno alimentato una storia che appartiene alla nostra terra.
Non si tratta solo di un'avventura musicale di successo, ma di un'epopea intrecciata di passione, di dedizione: di amore per un'appartenenza che identifica nella città la sua matrice, insieme, reale e simbolica.
Un rapporto sentimentale, appunto: e un tempo ogni innamorato ambiva dedicare una serenata alla propria bella.
Il coro della Sosat, ricollegandosi a quest'uso, rivolgerà il proprio canto notturno alle suggestioni offerte da alcuni angoli significativi del centro storico.
Questa vera e propria Serenata alla città, si svolgerà la sera precedente, quella del sabato 29 agosto, con partenza alle ore 21 dalla piazza antistante la Chiesa di Santa Maria.
Questo corteo canoro itinerante si snoderà, poi, toccando la Chiesa di San Pietro - che affaccia la contrada tedesca sul Castello del Buonconsiglio - la piazzetta delle Erbe, le Androne e vicolo Gaudenti, via Oriola, piazza Duomo: esso si concluderà infine in Via Belenzani, sotto il Municipio che rappresenta, simbolicamente, la casa di tutti.
In ognuno di questi scorci, che custodiscono frammenti significativi della nostra stessa vita, sosteremo per dedicare una canzone.
È un atto d'amore al quale tutti sono invitati: un canto che vuole esprimere affetto e riconoscenza al luogo che ci ha visto nascere».
[In alto uno dei momenti della Serenatà alla città, sabato sera - foto Daniele Panato/Agenzia Panato]