RICERCA

L'incredibile adattamento di piante e insetti al clima estremo d'alta quota

Mercoledì 4 febbraio, al Muse di Trento, incontro con la botanica Lisa Angelini e l'entomologo Mauro Gobbi, per esplorare la vita ai confini imposti da montagna e ghiacciai ma anche per comprendere come questi equilibri oggi sono minacciati dal cambiamento climatico e dall’impatto delle attività umane

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Negli ambienti d’alta quota la vita è una sfida continua: freddo intenso, forti venti, scarsità d’acqua, brevi stagioni vegetative ed elevata radiazione ultravioletta impongono limiti estremi alla sopravvivenza.

In questi contesti piante e invertebrati hanno sviluppato adattamenti sorprendenti per vivere stabilmente fino ai confini imposti dalla montagna e, in alcuni casi, dai ghiacciai stessi. Equilibri oggi sempre più fragili, messi alla prova dal cambiamento climatico e dall’impatto umano. 

A questi temi è dedicato l’incontro “Vita in alta quota, tra adattamenti e fragilità”, in programma mercoledì 4 febbraio alle 20.45 al Muse, nuovo appuntamento della rassegna “Talk biodiversi”. Ospiti della serata saranno Lisa Angelini e Mauro Gobbi, botanica ed entomologo dell'ufficio ricerca e collezioni del Muse. 

L’incontro esplorerà i principali adattamenti evolutivi della flora e della fauna d’alta quota, sopra i 2000–2500 metri, attraverso alcuni esempi emblematici.  

Tra questi, Silene acaulis, pianta alpina che resiste al freddo e al vento grazie alla forma a cuscinetto, che crea un microclima protetto e riduce la dispersione di calore. Gentiana bavarica sfrutta la brevissima stagione vegetativa con una crescita compatta e una fioritura rapida e appariscente, efficace nell’attirare gli impollinatori.

Pulsatilla vernalis si distingue per la fioritura precoce e per la fitta peluria che protegge foglie e fiori dal gelo, dalla disidratazione e dalla radiazione Uv.  

Accanto alle piante, l’attenzione si sposterà anche sugli insetti, dove si andranno ad esplorare i “superpoteri” di alcuni coleotteri nel riflettere i raggi UV, di alcuni moscerini nel proteggersi dal rischio di congelamento o di alcune cavallette per poter ottimizzare l’assorbimento di ossigeno alle alte quote. 

Il dialogo tra botanica ed entomologia metterà in luce le connessioni e gli equilibri che sostengono questi ambienti estremi. 

Negli ultimi cento anni, la riduzione di circa il 60% delle superfici glaciali alpine, insieme alla frammentazione degli habitat, all’espansione delle infrastrutture e alla crescente pressione turistica, sta modificando profondamente comunità e interazioni biologiche.

Durante la serata si discuterà di come questi cambiamenti stiano influenzando la biodiversità alpina, alla luce delle ricerche scientifiche più recenti. 

Un’occasione per riflettere sulla resilienza e sulla vulnerabilità della vita in montagna, dove la natura continua a sorprendere, ma chiede anche maggiore attenzione e tutela. L’ingresso è libero. 

I prossimi incontri di “Talk biodiversi”.

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