L'Appennino che resiste: cammino solidale nelle terre del sisma
A dieci anni dal terremoto che ha sconvolto il Centro Italia, il giornalista Andrea Mattei racconta 245 chilometri che diventano testimonianza, denuncia, fiducia in un futuro possibile per queste terre spesso dimenticate: Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, Valnerina, Castelluccio, Norcia e Campotosto vivono anche nei dialoghi con chi ha deciso di rimanerci e scommettere sulla rinascita
A dieci anni dal terremoto che ha sconvolto il Centro Italia, i cui effetti sono ancora drammaticamente visibili, questo volume del giornalista Andrea Mattei racconta un cammino lungo 245 chilometri che è insieme testimonianza, denuncia, fiducia in un futuro ancora possibile per queste terre troppo spesso dimenticate.
«Dieci anni fa - ricorda la scheda di presentazione del libro "L'Appennino che resiste. Un cammino nelle terre del sisma" (Laterza, 192 pagine, 16 euro) - una sequenza di scosse fortissime ha distrutto paesi e minato il tessuto sociale di intere comunità.
Ad agosto 2016 il sisma colpisce Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto; a ottobre è la volta della Valnerina, Castelluccio e Norcia; infine, a gennaio 2017 Campotosto finisce in macerie.
Andrea Mattei percorre il Cammino nelle Terre Mutate, il primo itinerario escursionistico solidale d’Europa, nato per portare vicinanza a questi luoghi: 245 km da Fabriano a L’Aquila attraverso quattro regioni (Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio) e due Parchi nazionali, quello dei Monti Sibillini e quello del Gran Sasso e dei Monti della Laga.
Quattordici giorni a piedi dai forti contrasti, tra paesaggi meravigliosi, una natura in buona parte incontaminata e i segni ancora vivi della distruzione dei terremoti.
La storia di comunità perdute ma anche di tante persone che resistono in un Appennino già afflitto dalla piaga dello spopolamento e dell’abbandono. Il racconto alterna la descrizione dei territori attraversati in lunghe giornate solitarie di cammino e l’incontro con persone straordinarie che hanno deciso di rimanere e scommettere sulla possibilità di rinascita.
Saranno loro il cuore di questo libro: Erica, monaca di clausura del monastero San Luca a Fabriano, che accoglie viandanti insegnando la Regola benedettina dell’ascolto; Rita, commerciante di casalinghi («in una città senza più case…») di Norcia e anima della comunità locale; Patrizia, l’Ortigiana di Ussita, a cui il sisma ha spazzato via l’orto sinergico e il b&b e che con tenacia oggi riparte; Roberto, il ‘Doctor Monster’ di Campi, che all’indomani del sisma radunò tutto il paese nella Pro Loco appena inaugurata; Stefano, il fornaio di Arquata, l’unico sveglio quella notte del 24 agosto; Assunta, la tessitrice di Campotosto, che dalle macerie ha resuscitato l’antico telaio.
Con loro e con molti altri protagonisti, tappa dopo tappa, l’autore si interroga sui tempi lunghissimi della ricostruzione e sul destino delle aree interne del nostro Paese».
Andrea Mattei (Roma, 1964), giornalista, ha lavorato in quotidiani, settimanali e mensili. Dal 2013 lavora alla Gazzetta dello sport, dove è caporedattore all’ufficio centrale di “Sportweek”. Ha pubblicato L’arte di fare lo zaino (2018), La Via dei Sassi. Da Bari a Matera lungo il Cammino Materano (2018) e In cammino per la libertà. Passi di Resistenza Umanitaria in Abruzzo (2024) per Ediciclo e Un anno sottoterra. La lotta di Giampiero Pinna nella miniera di Monteponi (con Daniela Palumbo, 2024) per LOW.
Ha percorso i sentieri dei principali cammini italiani, ma ha ancora tanta strada da fare. Appena può parte, naturalmente a piedi. Ma poi torna. Il suo zaino è leggero.