LA MOSTRA

Il Parco dello Stelvio nelle storiche fotografie di Flavio Faganello

Nell'Anno internazionale dei pascoli e dei pastori proclamato dalle Nazioni unite, il Parco propone nella sede di Cogolo l'esposizione "Doppio sguardo", a cura di Claudia Marini, con immagini messe a disposizione dall’Archivio fotografico storico provinciale
IL FOTOGRAFO Faganello, instancabile esploratore del territorio
ALPI Stambecco salvato due secoli fa ma ora davanti a nuove minacce



Il Parco dello Stelvio vara una rassegna che ha l'obiettivo di far conoscere il sistema identitario che caratterizza il proprio territorio: "Racconti del paesaggio"

Il primo appuntamento sarà l'inaugurazione della mostra “Doppio sguardo. Il Parco dello Stelvio nelle fotografie di Flavio Faganello”, a cura di Claudia Marini. Si tratta di un'esposizione di immagini scattate dal celebre fotografo trentino, concesse dall’Archivio fotografico storico provinciale.

Appuntamento venerdì 5 giugno alle 17, a palazzo Migazzi, a Cogolo di Peio.

"L’Onu - ricorda il Parco - ha proclamato il 2026 Anno internazionale dei pascoli e dei pastori. I pascoli e la pastorizia risultano strettamente connessi a una molteplicità di ecosistemi, nonché a sistemi culturali e a patrimoni di conoscenze tradizionali ed esperienze storiche che si sviluppano in armonia con l’ambiente naturale".

La mostra è  stata organizzata con la collaborazione del Servizio tecnico Soprintendenza per i beni culturali della Provincia, del Consorzio dei Comuni e Bim dell'Adige.

Alla inaugurazione interverranno Giulia Moreschini, assessora alla cultura e alle politiche sociali del Comune di Peio; Gabriella Rivaben, sostituta dirigente del Servizio sviluppo sostenibile e aree protette della Provincia, Alessandro De Bertolini della Fondazione Museo Storico del Trentino, oltre naturalmente alla curatrice della mostra Claudia Marini.













Ambiente&Percorsi

Italia

Aumenta il livello del mare: il rischio per le Cinque Terre

Uno studio di INGV e Cnr-Igag stima un innalzamento fino a 1,17 metri entro il 2150, con possibili impatti su spiagge, porti e linee ferroviarie, in particolare a Monterosso e Vernazza. «Necessarie misure di adattamento, come alzare le quote delle banchine e potenziare i sistemi di protezione delle infrastrutture»

Primo piano