Dario Eynard: alpinismo solitario, paura, responsabilità e consapevolezza del rischio
Il giovane bergamasco, classe 2000, sarà il protagonista del prossimo episodio della serie di videopodacast del Cai nazionale "Oltre la vetta", curata da Sofia Farina, nella quale si affrontano i temi del dolore per la perdita, il trauma, la paura, la fragilità dopo eventi tragici in montagna
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Sarà Dario Eynard l'ospite del nuovo episodio del videopodacast del Cai "Oltre la vetta", curato da Sofia Farina: una conversazione su alpinismo solitario, paura, responsabilità e consapevolezza del rischio. La puntata sarà disponibile dal 15 giugno.
Dario Eynard, aspirante guida alpina, è ingegnere ambientale e membro del Club alpino accademico italiano.
Nato nel nuovo millennio, Dario porta nel podcast uno sguardo giovane ma già attraversato da esperienze alpinistiche intense, dalle solitarie sulla Presolana e sul Pizzo Badile alla spedizione in Patagonia con il Cai Eagle Team.
La conversazione parte dall’alpinismo in solitaria: non come ricerca dell’estremo, ma come percorso di curiosità, conoscenza di sé e confronto con la paura.
Dario racconta la solitudine della parete, il bivacco invernale vissuto come un momento di pace e la scelta, arrivata a un certo punto, di mettere in pausa le solitarie quando il rischio necessario per provare le stesse emozioni iniziava a diventare troppo alto.
Da qui il dialogo si allarga al concetto di limite, inteso come un’asticella mobile che cambia con l’esperienza, la preparazione, la maturità e le relazioni.
Perché il rischio, in montagna, non riguarda mai solo chi lo assume: riguarda anche chi resta a casa, chi ama, chi aspetta, chi potrebbe essere colpito dalle conseguenze di un incidente.
Nel corso della puntata emergono anche la responsabilità della futura professione di guida alpina, l’esperienza del soccorso vissuta in Patagonia e il tema, spesso rimosso, della possibilità della morte in montagna. Una riflessione lucida e delicata su quanto sia importante imparare a parlarne, non per togliere senso all’avventura, ma per viverla con maggiore consapevolezza.