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Comelli lascia l’Aiut Alpin: una vita in soccorso agli altri 

Il saluto al co-fondatore ed ex presidente. Lascia il ruolo di verricellista nelle squadre dell’organizzazione attiva nelle Dolomiti. Alla festa del congedo presenti i vertici del Cnsas 


Ezio Danieli


DOLOMITI. Gino Comelli, guida alpina di Alba di Canazei e capo del soccorso della stazione Alta Fassa, ha lasciato il proprio incarico di verricellista nell’equipe dell’Aiut Alpin Dolomites, l’organizzazione di soccorso di base a Pontives, all’imbocco della Val Gardena, di cui Comelli è stato anche presidente, oltre che cofondatore assieme a Raphael Kostner e a Willi Costamoling, con l’idea di istituire nell’area delle Dolomiti una rete e un sistema di elisoccorso per salvare più vite possibili in situazioni di emergenza in alta quota e lungo le strade.

Comelli l’altro giorno è stato festeggiato, in un appuntamento organizzato a sorpresa, da tutta la famiglia di Aiut Alpin Dolomites, che s’è stretta attorno a lui per esprimergli il grazie dopo tanto impegno. C’era un’ampia rappresentanza del Cnsas, il corpo di Soccorso alpino e speleologico del Cai con in testa il capo delegazione di Bolzano Giorgio Gajer, c’erano i rappresentanti dello stesso Cnsas delle zona dolomitica, numerosi soccorritori e tante altre persone che non hanno voluto mancare alla simpatica festa.

Il presidente di Aiut Adam Holzknecht ha fatto un collegamento dall’estero, dove si trova con la moglie, e la stessa cosa ha fatto Willi Costamoling, che ha voluto ricordare i primi complicati tempi dell’attività dell’associazione di pronto soccorso.

Giorgio Gajer, Florian Oberbacher e Joe Rainer hanno evidenziato l’umanità e la professionalità di Comelli nel suo costante impegno in aiuto a chi si trova in difficoltà e non sono mancate le parole di Raphael Kostner, co-fondatore di Aiut Alpin. Il primo mezzo è stato noleggiato dai tre capi del soccorso alpino di Val Gardena, Val Badia e Alta Fassa, dando come garanzia le proprie case. L’elicottero nei primi anni partiva direttamente dall’Alpe di Siusi, da un prato accanto alla Baita Sanon. Ora si riesce a intervenire con il verricello in posti davvero impervi, dove non si arriva con il fuoristrada e anche a piedi è complicato avventurarsi.

Da alcuni anni Aiut Alpin ha una nuova, moderna base a Pontives, vicino a Laion. Grazie alle moderne tecnologie, come i visori notturni, i soccorsi hanno fatto passi notevoli. Ma senza persone come Gino Comelli - con il suo “Benon” che era solito dire per incoraggiare gli infortunati e scongiurare la paura che avevano dell’elicottero - non è possibile alcun intervento. La festa in onore di Comelli si è conclusa con un brindisi. Meritato

 













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