Austria, abbandonata in vetta muore assiderata: alpinista a processo
La tragedia sul Grossglockner lo scorso gennaio: una donna di 33 anni era morta assiderata durante un’escursione in alta quota. Il fidanzato, alpinista esperto, è ora imputato per omicidio colposo: complice "l'abbandono" per sei ore al gelo
Una donna di 33 anni originaria di Salisburgo è morta lo scorso gennaio sul Grossglockner, la montagna più alta dell’Austria, durante un’escursione in alta quota con il fidanzato, alpinista esperto. I due erano arrivati a circa 50 metri dalla vetta quando la donna, provata dalla fatica e dal freddo, non è riuscita a proseguire. Le temperature rigidissime, unite al vento forte, si sono rivelate fatali: la donna è morta assiderata nel corso della notte.
Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe commesso una serie di gravi negligenze: la partenza era avvenuta in ritardo, l’attrezzatura della compagna era inadeguata e non è stato immediatamente lanciato l’allarme. Dopo averla lasciata sulla neve, non l’avrebbe nemmeno protetta dal vento con un riparo di emergenza. Le immagini delle webcam e i dati dei dispositivi elettronici hanno permesso di ricostruire le ultime ore dell’escursione.
Per questi motivi, il trentaseienne è stato indagato per omicidio colposo aggravato. Il processo è fissato per il 19 febbraio 2026 davanti al tribunale regionale di Innsbruck. La difesa parla di tragico incidente, ma l’accusa ritiene che la morte della donna potesse essere evitata