ITINERARI

Attraverso le Alpi svizzere sulle tracce di Giovanni Segantini

Nel canton Grigioni innumerevoli possibilità di immergersi nel mondo del celebre pittore, nato ad Arco nel 1858, che nella pittoresca vallata dell'Engadina visse l'ultimo periodo, fino alla morte che lo colse a soli 41 anni, il 28 settembre 1899, nella capanna in vista del Piz Muragl. Il 1° ottobre il funerale si svolse a Maloja, dove abitava la famiglia: qui Segantini riposa nel piccolo cimitero del paese. A St. Moritz il museo dedicato all'artista ospita anche le tre grandi opere del trittico ispirato alla natura delle Alpi

«La montagna delle visioni», percorso nel mito di Giovanni Segantini


FABRIZIO TORCHIO


Nel settembre 1899, Giovanni Segantini salì sullo Schafberg, la montagna che domina Pontresina, per completare la parte centrale del suo grande trittico della natura (La vita; La natura; La morte) per l’esposizione mondiale di Parigi. In questo angolo dell’Engadina, a soli 41 anni, il grande esponente del Simbolismo divisionista - nato ad Arco nel 1858 - morì il 28 settembre.

Si spense nella capanna in vista del Piz Muragl, colpito da una peritonite. La moglie dell’artista, Bice Bugatti, nel telegramma inviato al sindaco di Arco scrisse di una «sciagura piombata come un fulmine».

Il 1° ottobre il funerale si svolse a Maloja, dove abitava la famiglia, e dove Segantini riposa nel piccolo cimitero del paese.

«Arte ed amore vincono il tempo», recita l’iscrizione posta sopra la tomba dell’artista e della consorte. Chi oggi sale ai 2.731 metri di altezza dello Schafberg si può affacciare sullo stesso, spettacolare panorama inondato dall’intensa luce dell’alta montagna che Segantini ebbe negli occhi negli ultimi momenti della sua vita.

La capanna è la Chamanna Segantini, un accogliente rifugio sul crinale roccioso ed erboso fra l’Alp Muottas e l’Alp Languard dove una lapide posta dall’Uniun dels Grischs lo ricorda: «Mort in quaista chasa all’ultima glüsch del di 28 settember 1899».

Il rifugio è raggiungibile a piedi da diversi punti di partenza. I più frequentati sono Muottas Muragl - stazione a monte a 2.456 metri della funicolare che parte da Punt Muragl - e l’Alp Languard, 2.325 metri, punto di arrivo di una seggiovia che sale da Pontresina.

La salita alla Chamanna Segantini da Muottas Muragl, dopo una breve discesa a superare il torrente (l’Ova de Muragl) si svolge per un sentiero tracciato con cura e che corre in parte sulle rocce talvolta sistemate a gradoni.

Alla capanna si viene accolti da una vista eccezionalmente vasta che comprende gli abitati sottostanti a partire da Sankt Moritz, la catena di montagne che la circondano, i laghi (notevole quello di Silvaplana) fino a Passo Maloja, la Val Roseg e gli ancora poderosi ghiacciai del Bernina, con le vette del Piz Palü (3906 metri) e del Piz Bernina (4.049 metri).

In questo angolo di Svizzera dove l’italiano, il tedesco e il romancio vengono parlati correntemente, il nome di Segantini risuona peraltro in molti altri luoghi.

[Ritratto del pittore, Museo Segantini, fonte dell'immagine Wikipedia]

A Maloja, l’Atelier Segantini è una costruzione rotonda che sorge accanto allo chalet - lungo la strada principale per la Val Bregaglia - dove l’artista dimorava con la famiglia. Da qui parte il Sentiero Segantini, che si snoda nei dintorni e attraverso l’abitato di Maloja con quattordici tappe in altrettanti luoghi legati - viene spiegato nelle tabelle illustrative - alla vita e all’opera del pittore.

La prima sosta è al Castello Belvedere, costruito dal conte de Renesse nel 1884 e rimasto incompiuto. Segantini realizzò due schizzi della costruzione, dopo la quale ci si imbatte in alcuni pozzi glaciali («marmitte dei giganti»).

Da uno di questi - la stazione numero 3 - Segantini trasse ispirazione per l’opera «La vanità» del 1897 («Qui è molto bello, ci sono molti fiori. Sono alla ricerca di una fonte che funga da specchio», scrisse alla moglie).

Sono svariati i luoghi di contemplazione e riflessione come, ad esempio, la tappa numero 13 indicata come il punto dove l’artista eseguì vari schizzi, fra i quali «Il cembro», «Adamo ed Eva nel paradiso terrestre» ed «Edelweiss».

Prima di trasferirsi a Maloja, visse a Savognin, sempre nel cantone dei Grigioni, ed è da qui che inizia la Senda Segantini, un percorso escursionistico in quattro tappe che porta in alta Engadina, fino alla Chamanna, toccando l’Alp Surnegn, il Passo della Forcellina, Casaccia, Maloja, il lago di Silvaplana, Sankt Moritz, Pontresina.

Infine, costruito nel 1908 nella parte alta di St. Moritz, il Museo Segantini è il fulcro della vicenda artistica del pittore di Arco. L’edificio circolare sormontato da una cupola (richiama la forma del padiglione progettato dall’artista per l’esposizione parigina) ospita le tre grandi opere del trittico ispirato alla natura delle Alpi (La vita; La natura; La Morte) e, in altre due sale del museo, sono esposte quest’anno oltre trenta realizzazioni dell’esponente del Simbolismo.

Fino al 20 ottobre prossimo, al museo è visitabile una mostra incentrata sullo scorrere dell’acqua come simbolo della vita: «Io bevo a questa fonte purissima, dove la bellezza si rinnova eternamente» - L’acqua come simbolo nell’opera di Giovanni Segantini».

[Nella foto in alto, Trittico delle Alpi: Vita, 1896-1899, St. Moritz, Segantini Museum]













Ambiente&Percorsi

LA FESTA

Cofas, ottant'anni e tanta energia con il teatro trentino

A Predazzo, ieri, il convegno «80 anni, le radici e la memoria» ha visto la Federazione trentina delle filodrammatiche celebrare, il proprio anniversario di fondazione. Un confronto nel quale è emerso il ruolo cruciale avuto dalle compagnie anche nella conservazione delle tradizioni linguistiche e nella narrazione della vita rurale e urbana

PERCORSI

Lungo il Po alla scoperta del «Mondo piccolo» di Guareschi

Borghi, argini e cascine della Bassa emiliana, dove il fiume disegna il paesaggio e le strade corrono tra i campi e l'acqua, custodiscono ancora oggi la memoria dell'autore di personaggi iconici come Don Camillo e Peppone. È un territorio che sembra fatto apposta per essere attraversato lentamente e dove in queste settimane di autunno la nebbia restituisce quasi intatte le atmosfere raccontate dallo scrittore emiliano

PATRIMONI

Viaggio tra i nuovi tesori Unesco: dai piccoli teatri alle spiagge della Normandia

Sidi Bou Saïd con il bianco abbagliante delle case affacciate sul Mediterraneo; il monte Olimpo, dimora degli dei dell'antica Grecia; le spiagge della Normandia cariche di storia; le moschee scavate nella roccia sulle rive del Caspio e le antiche necropoli della steppa mongola. Ma anche dieci piccoli teatri storici, distribuiti tra Emilia-Romagna, Marche e Umbria, sono stati iscritti nella lista

Primo piano

INCIDENTE

Ruzzola cento metri tra balze rocciose: grave 26enne recuperato di notte

Complesso intervento di soccorso nell'area del monte Pizzocco, fra Belluno e Feltre: la posizione dell'escursionista romano ricostruita grazie ai dati dell'account dell'orologio Garmin forniti dai parenti. Le nuvole però hanno impedito a lungo l'intervento dell'elicottero, i soccorritori hanno imbarellato il ferito sollevandolo un centinaio di metri con manovre di corda, fino a riportarlo sul sentiero
Podcast: un incidente per eccesso di determinazione