Novità

Aree montane, nuovi progetti sperimentali: più risorse e più forza alla progettualità dei territori

Dalla Provincia: contributi fino a 50 mila euro per la componente progettuale e fino a 100 mila euro per le azioni complementari, con una copertura provinciale fino al 90% della spesa ammessa



Progetti sperimentali nelle aree montane, più forza alla progettualità dei territori Passare dal finanziamento di singoli interventi alla costruzione di progetti condivisi, capaci di produrre un impatto concreto e duraturo sulle comunità.

È questo - comunica una nota della Provincia - il principale elemento di novità dei nuovi criteri per i progetti sperimentali nelle aree montane, approvati ieri dalla Giunta provinciale e destinati agli enti locali e agli enti esponenziali dei beni di uso civico. Rispetto all'impianto adottato nel 2022, la misura viene semplificata e articolata in quattro tipologie di azione, con una particolare attenzione alle progettualità in grado di contribuire alla tenuta demografica e al contrasto dello spopolamento.

"Tenere vive le comunità delle nostre valli, anche quelle più periferiche, significa creare le condizioni perché le persone possano continuare a vivere, lavorare e costruire un proprio percorso di vita in quei territori - sottolinea nella nota il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti -.

In tal senso questa iniziativa, che si inserisce in una strategia più ampia della Provincia per rafforzare l'attrattività delle valli trentine, può rappresentare uno strumento importante perché consente alle comunità di individuare soluzioni innovative ascoltando gli attori del territorio e quindi costruite sulla base delle proprie caratteristiche e dei propri bisogni". Una prima novità riguarda la semplificazione delle possibilità di intervento, che vengono ricondotte a quattro tipologie: nuovi progetti sperimentali, progetti già realizzati e riproposti in altri contesti, progetti integrativi rispetto a esperienze precedenti e progetti sviluppati nell'ambito di iniziative di interesse provinciale. A queste possono aggiungersi azioni complementari, funzionali alla realizzazione o alla prosecuzione degli obiettivi progettuali, anche attraverso interventi materiali.

Tra le priorità viene rafforzato il tema del contrasto allo spopolamento. I nuovi criteri valorizzano infatti le progettualità che interessano i territori coinvolti nelle azioni provinciali per la rivitalizzazione delle aree a rischio di abbandono, favorendo il collegamento tra iniziative diverse e una maggiore capacità di incidere sulle condizioni che rendono un territorio attrattivo e vitale. La misura prevede inoltre un sistema di contributi più semplice e prevedibile, basato su importi standard e sulla valutazione della qualità della proposta. Per la componente progettuale il contributo può arrivare fino a 50.000 euro, mentre per le azioni complementari di carattere materiale è previsto un contributo fino a 100.000 euro.

La copertura provinciale può raggiungere il 90% della spesa ammessa. La struttura provinciale metterà a disposizione le esperienze maturate attraverso le precedenti sperimentazioni e organizzerà, anche con il coinvolgimento del Consorzio dei Comuni, momenti di informazione, sensibilizzazione e accompagnamento rivolti alle amministrazioni e alle Comunità di valle. L'obiettivo è sostenere gli enti non soltanto nella fase di accesso ai contributi, ma nella costruzione di proposte capaci di mettere in rete competenze, soggetti e risorse presenti sul territorio.













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