"Annapurna, femminile plurale", pagine su una spedizione storica
L’alpinista americana Arlene Blum rievoca una pagina indimenticabile, quando un team di sole donne, da lei organizzato, portò alla prima ascesa dell'ottomila himalayano, il 15 ottobre 1978, con l'arrivo in vetta di Vera Komarkova e Irene Miller. Altre due componenti del gruppo tentarono poi di conquistare il picco centrale, ma persero la vita
BIOGRAFIA Ambrogio Fogar, l'ultimo sognatore fra neve, aria, mare, ghiaccio e deserto
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Il 15 ottobre 1978 le due alpiniste americane Vera Komarkova e Irene Miller raggiunsero la vetta himalayana dell’Annapurna (8.091 metri) insieme agli sherpa Chewang Rinzing e Mingma Tsering.
La spedizione American Women's Himalayan Expedition era stata organizzata dall’alpinista americana Arlene Blum e prevedeva un team di sole donne, con il supporto degli sherpa. Fu la prima, storica ascesa femminile all'Annapurna I, due alpiniste della spedizione, Alison Chadwick-Onyszkiewicz e la statunitense Vera Watson, rispettivamente di 36 e 46 anni, persero la vita due giorni dopo, precipitando sul ghiaccio, forse travolte da una valanga, mentre tentavano di raggiungere, senza l'aiuto degli sherpa, una seconda cima all'epoca inviolata, il picco centrale (quota 8.051).
Il libro di Arlene Blum "Annapurna, femminile plurale. La prima spedizione americana", ora pubblicato da Monte Rosa Edizioni nella collana Le Rose Selvatiche, è una lettura appassionante che racconta non solo le inevitabili difficoltà alpinistiche di una montagna tra le più ostiche e pericolose del pianeta (la decima più alta in assoluto) ma, soprattutto, le sfide legate all’essere un team esclusivamente femminile.
Quindi si trattava di affrontare, oltre alle enormi insidcie della montagna, lo scetticismo con cui fu accolto l’annuncio della spedizione in patria, la difficoltà del reperimento dei fondi, i conflittuali rapporti con gli sherpa e, talora, anche tra le stesse alpiniste, senza dimenticare infine le polemiche del dopo spedizione, che si trascinarono per diversi anni.
Impossibile non notare come tutti questi elementi siano ancora, putroppo, perfettamente attuali quando si parla di alpinismo femminile e come ciclicamente le stesse critiche si ripropongano.
Il libro, che vede la prefazione di Silvia Metzelin, contiene un inserto di foto a colori della spedizione e una cronologia dell’alpinismo himalayano femminile a cura di Sita Demichelis, che ha curato anche la traduzione dall’inglese.
Annapurna, femminile plurale. La prima spedizione americana di Arlene Blum, 322 pagine, 20 euro.