Un «minatore» alto sei metri sul Fersina: aspre le critiche
In val dei Mocheni la scultura in corten e legno di larice opera dell’artista Paolo Vivian, installata di fronte alla miniera Gruab va Hardimbl. Costo complessivo di 25.000 euro, fa parte del sentiero-strada mineralogico. Il sindaco difende le scelte di valorizzazione
PALÙ DEL FERSINA. Un minatore alto sei metri e mezzo svetta ora lungo il torrente Fersina, immerso nel cuore della Valle dei Mocheni. La sua presenza non passa inosservata: realizzata in acciaio corten e legno di larice, l’opera dell’artista locale Paolo Vivian raffigura un minatore con piccone, lanterna e una gabbietta con il canarino – simboli del duro lavoro nei cunicoli della montagna. E mentre alcuni la definiscono un omaggio potente alla storia del territorio, altri la criticano per le dimensioni e l’impatto visivo.
La scultura è solo il tassello più visibile di un più ampio progetto di valorizzazione della cultura mineraria mochena, finanziato con fondi regionali e pensato per intrecciare arte, memoria storica e percorsi didattici. L’iniziativa nasce da un’idea dell’architetto Giuseppe Gorfer, scomparso lo scorso gennaio, ed è oggi portata avanti dal collega Andrea Bonincontro.
Il minatore in acciaio guarda verso la miniera Gruab va Hardimbl, sull’altra sponda del torrente. Il percorso per raggiungerlo parte dal centro di Palù, presso il museo mineralogico S Pèrgmandlhaus, e segue la strada forestale dello Stocker. Lungo il cammino sono previste bacheche informative e punti di sosta per approfondire la storia e la vita dei minatori della valle.
Il sindaco Franco Moar invita alla pazienza: “È un’opera d’arte, e come ogni opera può suscitare giudizi diversi. Ma ho già ricevuto molti riscontri positivi: si inserisce nel progetto di rilancio culturale del borgo, valorizza un artista del territorio e offre un nuovo punto di attrazione per ciclisti ed escursionisti”.
L’intervento si lega infatti anche a una riorganizzazione della viabilità forestale. È in fase di realizzazione un raccordo tra la strada Stocker e la forestale Laner, che permetterà un collegamento ad anello per escursionisti e cicloturisti, lungo un percorso di 250 metri che prevede la costruzione di un guado a catenaria e tratti di strada nuovi. Questo intervento rientra nell’ambito del progetto PNRR “La forza della minoranza”, dedicato al rilancio delle comunità germanofone a sud delle Alpi.
I costi? La scultura del minatore è costata 25.000 euro, comprensivi di compenso per l’artista, materiali e posa. Il sentiero didattico e mineralogico ha comportato invece una spesa di 39.000 euro. L’inaugurazione ufficiale è fissata per il 3 agosto, in occasione della festa patronale del paese.
Che piaccia o meno, l’opera di Vivian ha già acceso un dibattito: tra chi la considera una forzatura estetica e chi vi legge un simbolo potente di identità e memoria. In ogni caso, ha raggiunto il suo obiettivo più immediato: far parlare di sé e, con sé, della storia profonda di questa valle trentina.