Tragedia del lago di Garda, il consulente della difesa smentisce l’accusa sulla velocità della barca

L’ingegner Gronda: «L’imbarcazione dei due turisti tedeschi viaggiava tra i 7,8 e i 9,5 nodi e non a 20 nodi». Nello schianto persero la vita Umberto Garzarella e Greta Nedrotti

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LAGO DI GARDA. La difesa cerca di smontare l’impianto accusatorio circa la ricostruzione della tragedia del lago di Garda avvenuta nel giugno dello scorso anno, quando Umberto Garzarella e Greta Nedrotti persero la vita in barca dopo essere stati speronati dal motoscafo di due turisti tedeschi che non si erano fermati a soccorrere i due, finiti nel lago, dopo lo scontro. 

Secondo il consulente della difesa, l’imbarcazione dei due tedeschi «viaggiava tra i 7,8 e i 9,5 nodi e non a 20 nodi come sostenuto dall’accusa».

«Tutti i risultati relativi a rotta, posizioni e velocità, ottenuti dai consulenti del pm risultano inaccettabili a causa dell'eccessiva approssimazione del metodo utilizzato». Lo ha detto, davanti al tribunale di Brescia, l'ingegnere navale Massimo Gronda, consulente tecnico della difesa di Patrick Kassen e Christian Teismann, i due tedeschi accusati di omicidio colposo, naufragio e omissione colposo nell'ambito dello scontro tra barche in cui l'estate scorsa sono morti al largo di Portese, nelle acque del lago di Garda, Umberto e Greta.

«Ogni valore - ha aggiunto il consulente - potrebbe essere completamente stravolto da una successiva misurazione, anche condotta con la stesso metodo, rendendolo del tutto inutilizzabile».

Come detto, per il consulente «la velocità media del Riva tra partenza dal ristorante e punto di impatto era tra 7,8 e 9,5 nodi e non 20 nodi come sostenuto dall'accusa» ha spiegato l'ingegner Gronda.













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