La funivia, la locanda e una storia lunga sessant’anni tra il Garda e il Baldo

Il racconto della famiglia Carfioli: «La funivia di Malcesine venne costruita sul terreno di papà Giovan Battista». E da lì nacque un nuovo turismo dal Garda alla montagna


Daniele Peretti


MALCESINE. In paese i malcesinesi più anziani ricordano ancora la disfida culinaria tra la trattoria Campidano, nota come “da Caterina” e la Locanda Monte Baldo per il miglior coniglio di Malcesine. Gli anni hanno portato a scelte diverse, ma la Locanda Monte Baldo è arrivata alla terza generazione e quest’anno andrà a festeggiare i sessant'anni d’attività.

Tutto nasce da un’iniziativa di Giovan Battista Carfioli che con la moglie Antonia costruì un ristoro alpino: 5 camere con la possibilità di mangiare qualcosa.

Originariamente la Locanda era raggiungibile solo percorrendo una mulattiera.

«Parlare della Locanda vuol dire parlare della storia della nostra famiglia - racconta Marco Carfioli attuale gestore insieme alla sorella Antonia - siamo alla fine degli anni cinquanta e i fratelli Carfioli si trovarono a decidere la spartizione dell’eredità. Allora era il fratello più anziano ad essere il responsabile della divisione del patrimonio ed il fratello più giovane era il primo a fare la scelta.

Mio papà era quello intermedio e quando si ritrovò con boschi e prati a San Michele, siamo sulla collina di Malcesine, fece di tutto per barattarli con una stanza in più nei fabbricati ereditati in paese. All’epoca, ai fini turistici avere una stanza in più aveva un valore imparagonabile rispetto a quello di terreni e boschi».

L’idea della Locanda come nacque? «Già allora si parlava della funivia di collegamento col Monte Baldo ed un commilitone originario di Madonna di Campiglio consigliò a mio papà di tenere quei terreni ed anzi, se possibile, costruire qualcosa».

Successe proprio così e la stazione della funivia di San Michele fu costruita su un terreno di Giovanbattista ed il figlio Giuseppe ne divenne un dipendente.

«Mio nonno fu costretto a vendere perché la funivia non poteva sorgere su un terreno privato, ma solamente pubblico e così fu costituita una società partecipata dal comune di Malcesine, dalla Camera di Commercio e dalla Provincia».

Ovviamente con l’apertura della funivia, il rifacimento della strada aumentarono anche gli affari della Locanda che nel 1966 passò alla gestione di Giuseppe e della moglie Rosetta Tonelli originaria di Nago che hanno gestito la Locanda Monte Baldo per mezzo secolo.

Da otto anni la gestione è passata ai figli Antonella e Marco Carfioli che hanno trasformato la storica locanda in un locale di livello con otto stanze.

«Quella delle camere è una storia curiosa perché è diversa per ogni gestione: originariamente c'erano quattro o cinque stanze con bagno in comune, poi sono diventate 11 tutte con bagno privato ed ora siamo ad otto. Ma quello che abbiamo conservato è lo spirito della Locanda che ancor oggi è rimasto il nome identificativo della nostra attività».

















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