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Folle corsa tra Pietramurata e Dro, sperona i carabinieri e li minaccia con l’accetta: arrestato un 50enne

Momenti di paura per la strada dopo un controllo. L’uomo aveva in casa a Dro asce, coltelli e manganelli



DRO. Un controllo stradale, la folle corsa tra Pietramurata e Dro inseguito dai carabinieri, l’auto dei militari speronata e le minacce con un’ascia in mano. E’ stato alla fine arrestato in casa, a Dro, un cinquantenne che nella sua abitazione aveva asce, coltelli e manganelli.

Sono stati attimi estremamente tesi quelli della serata del primo di agosto quando un cinquantenne è stato fermato da una pattuglia dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Riva perché procedeva a forte velocità, facendo stridere le gomme e con un lampeggiante arancione in funzione sull’autovettura, nel centro abitato di Pietramurata.

La pattuglia durante il controllo nota che l’uomo indossa all’interno dell’auto un casco e una maschera da sci oltre a possedere un’accetta e un coltello sui sedili. 

Il soggetto, che si rifiutava di mostrare i propri documenti, impugnava l’ascia, mostrandola ai Carabinieri con fare minaccioso.

I militari tentano quindi di far scendere l’uomo dal mezzo, ma questi, in tutta risposta, si lancia in una precipitosa fuga, inseguito dai militari per le vie tra i Comuni di Pietramurata e Dro per qualche minuto, finché arresta l’auto, ingrana la retromarcia e sperona l’auto dei Carabinieri rendendola inservibile, per poi dileguarsi.

Rapide ricerche frutto di proficua collaborazione tra tutte le Forze dell’Ordine hanno fatto sì che il soggetto e la sua abitazione fossero individuati nel Comune di Dro. Asserragliatosi in casa l’uomo, brandendo un’accetta di grandi dimensioni, rifiutava qualunque contatto, ma grazie alla paziente opera di convincimento degli intervenuti (in supporto dei Carabinieri anche una pattuglia del Commissariato P.S. di Riva del Garda) è poi stato immobilizzato e arrestato per i reati di resistenza, porto abusivo di armi, lesioni aggravate ai danni dei militari e danneggiamento dell’autovettura dell’Arma.

All’interno dell’abitazione e dell’auto sono stati trovati un gran numero di oggetti atti ad offendere come coltelli, asce e manganelli.

La capacità di instaurare un dialogo con l’uomo per poi bloccarlo, ha evitato che la situazione sfuggisse di mano ed avesse ulteriori gravi conseguenze.

L’uomo è detenuto nel carcere di Trento in attesa dell’udienza di convalida al tribunale di Rovereto.

















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