Lago di Garda

Dalla Germania: «Non tuffatevi nel lago di Garda». Arrivano le disdette, il sindaco di Garda furibondo

Davide Bendinelli: «Nelle ultime settimane sono arrivate parecchie disdette di prenotazioni. Ma quello che è stato detto non è vero, e chi ha mandato questi messaggi lo ha fatto in malafede»



LAGO DI GARDA. L’attacco è arrivato direttamente dalla Bild, il tabloid tedesco da 5 milioni di copie: «L’Italia avverte: non buttatevi nel lago di Garda. C’è troppa poca acqua». Nell’articolo, l’allarme per un livello dell’acqua talmente basso che tuffandosi «si potrebbe facilmente sbattere la testa». 

Un fulmine a ciel sereno per il mondo turistico gardesano, alle prese con una pesante siccità ma senza che questo, ovviamente, vada a incidere così tanto sui livelli dell’acqua del lago di Garda.

Ma da questa fake news, ecco che arrivano conseguenze reali: le disdette delle prenotazioni da parte dei turisti tedeschi.

A confermarlo è il sindaco di Garda, Davide Bendinelli, che ha analizzato la situazione in un lungo post social.

«Ci tengo a dire una cosa, e spero che il messaggio arrivi chiaro. La stagione estiva, a Garda, sta andando meglio delle previsioni.

Nonostante questo, nelle ultime settimane sono arrivate parecchie disdette di prenotazioni, soprattutto dalla Germania.

Disdette dovute alla convinzione, maturata leggendo verosimilmente la stampa estera, che il Lago di Garda sia così in sofferenza da non poter più essere un’attrattiva per i turisti.

Non è vero. Lo voglio dire e ribadire.

La siccità è un dato con cui, quest’anno,  dobbiamo fare i conti, ma la stagione turistica non corre alcun pericolo.

Le barche non hanno difficoltà ad entrare in porto, le spiagge sono praticabili, le passeggiate percorribili.

Garda è bella come tutti gli anni passati.

Chi ha diffuso messaggi allarmistici di questo genere, lo ha fatto in malafede.

Il Lago di Garda quest’estate ha raggiunto il livello più basso di sempre, dopo i record del 2003 e del 2007, e continua ad abbassarsi.  

Perde due centimetri al giorno e nel momento in cui scrivo si trova a 44 centimetri sopra lo zero idrometrico.

Sulla base di un accordo siglato con Aipo (Agenzia Interregionale per il Po), parte dell’acqua del Garda è destinata all’irrigazione dei terreni che ricadono nel bacino del fiume Po.

Per la precisione, dal Lago escono 70 metri cubi di acqua al secondo, di cui 10 finiscono nel Po.

Poco più di un mese fa l’Agenzia aveva chiesto addirittura di incrementare quella quantità per sostenere gli agricoltori in forte sofferenza.

Oggi, invece, Aipo, vista la gravità della situazione, propone di ridurre per qualche giorno la fuoriuscita di acqua da 70 a 60 e poi a 55 metri cubi al secondo nella speranza che magari piova.

Intervento che appare assolutamente inutile se non si rivede sostanzialmente la normativa vigente.

Noi non vogliamo assolutamente voltare le spalle agli agricoltori del mantovano, ma è chiaro che quelle normative devono essere riscritte.

Sono datate, risalgono ad un periodo storico in cui le condizioni erano diverse e il turismo non era certo la più importante delle risorse del nostro territorio.

Dobbiamo tutelare l’agricoltura ma non a discapito del turismo, questo credo sia chiaro a tutti.  

Se continuiamo su questa strada lo facciamo a discapito del Lago.

Il mio timore è che ora arrivino i temporali, passi momentaneamente l’emergenza e che ci si dimentichi ancora una volta di rivedere la normativa.

Non possiamo permettercelo.

Dobbiamo, e lo ripeto, sederci ad un tavolo, tutti assieme, Regioni, Province, Comuni, Ags, Aipo, e trovare una soluzione.

Se non lo facciamo rischiamo di ipotecare il nostro futuro!», conclude il sindaco di Garda Davide Bendinelli.

















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