lago di garda

Cavaion, Andrea Benoni e la sua idea per raccogliere l’acqua piovana

Lo scopo è quello di evitare di usare acqua potabile per orto e giardino


di Daniele Peretti


CAVAION. L’idea di Andrea Benoni è di una semplicità disarmante, ma al contrario i risultati sono sorprendenti. Non solo, ma in periodi di siccità come gli attuali riuscire a recuperare l’acqua piovana per utilizzarla in tutte quelle modalità che rischiano di essere vietate come l’irrigazione dell’orto ed il lavaggio delle macchine, sarebbe una cosa molto utile.

Benoni già recupera l’acqua dell’impianto di condizionamento ed ha installato i pannelli solari, ma prima gli piace studiare l’ipotesi del possibile rendimento e così ha fatto anche per il recupero dell’acqua piovana: “Se un millimetro di pioggia è equivalente a un litro di pioggia caduto su una superficie di un metro quadrato e può quindi essere espresso anche come 1 l/m², con la mia “falda” da 50 metri quadrati cioè la superficie del tetto di casa, la resa potrebbe essere di 50 litri se piove un millimetro di acqua. Il serbatoio ne tiene 500, in media la piovosità è sopra i 40 millimetri al mese che vuol dire 2000 litri di acqua mensili potenziali. Poi ci sono i casi eccezionali come il mese passato ma anche il 2022 ha comunque mantenuto la sua piovosità anche se ridotta. Lo scopo è quello di evitare di usare acqua potabile per orto e giardino.”

Un’idea indubbiamente interessante, ma a quale costo? “48 euro, con una semplice ordinazione su Amazon si acquista un convogliatore d’acqua con tanto di filtro per depurarla almeno in parte. Di serbatoi inutilizzati ce ne sono una moltitudine che si riescono ad avere gratis: una spesa minima per una realizzazione molto facile. Il mio serbatoio l’ho preso in un’officina ed è chiuso, che sono quelli più consigliabili perché così non fanno acqua stagnante che favorirebbe il proliferare delle zanzare.”

La sua idea ha un limite? “In effetti c’è un aspetto da migliorare. L’acqua è a caduta e quindi non si ferma a serbatoio pieno contrariamente a quanto accadrebbe in caso di ingresso orizzontale, ma una soluzione la troverò.” Il suo post sulla pagina Facebook “Sei di Cavaion se...” ha ottenuto 55 like che non sono pochi se rapportati agli abitanti del paese, ma anche critiche: “C’è chi mette tutto in discussione dicendo che non piove più e quindi tutto sarebbe inutile. Il 2022 è stato caratterizzato da una siccità accentuata, ma con una piovosità bassa e costante, se consideriamo che per riempire il serbatoio bastano 10 millimetri di pioggia direi che ne valga la pena.”

Tra le tante, ha fatto una stima di quanto serve per irrorare l’orto? “Nel mio caso è come avere un famigliare in più, però con la quantità di pioggia dello scorso anno, arriverei a raccoglierne quasi tre volte tanto. Dal momento che non tutti hanno la possibilità di raccogliere l’acqua, si potrebbe fare come l’energia in eccesso ricavata dai pannelli solari: una cessione in questo caso gratuita a terzi col Comune a coordinare il progetto ed a distribuire i serbatoi. Per me si creerebbe un circolo virtuoso che potrebbe dare ottimi risultati. Calcoliamo che la stima di pioggia a Cavaion è pari a 900 millimetri annui.”

La sua idea può essere vista come un’alternativa all’utilizzo delle cave dismesse per la raccolta dell’acqua piovana? “Ovviamente le proporzioni sono del tutto diverse, ma per utilizzare l’acqua delle cave servirebbero delle pompe che vanno ad energia elettrica e poi delle autobotti per il trasporto e quindi il risparmio finirebbe per essere minimo. La mia idea invece la si ammortizza molto in fretta.” Alla fine si tratterebbe della riproposizione in chiave moderna di quanto si faceva alcuni decenni fa nelle campagne con l’acqua scaldata dal sole utilizzata anche per lavarsi.













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