Ambiente

Mari più alti di 9 centimetri in 30 anni: l’80% dovuto allo scioglimento dei ghiacci

La causa principale è la crescita della massa oceanica legata alla fusione accelerata di calotte polari e ghiacciai, fenomeno che sta assumendo un ruolo sempre più dominante nel bilancio dell’innalzamento del mare



Negli ultimi tre decenni il livello globale dei mari si è alzato di circa 90 millimetri, con una notevole accelerazione negli anni più recenti: l'aumento è dovuto in gran parte alla crescente massa degli oceani, a cui ha contribuito per l'80% lo scioglimento accelerato delle calotte polari e dei ghiacciai montani. E' quanto indica la prima registrazione trentennale ad alta precisione delle variazioni della massa oceanica globale, realizzata tramite telemetria laser satellitare. I risultati sono pubblicati sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze Pnas dai ricercatori dell'Università politecnica di Hong Kong.

L'innalzamento del livello del mare è dovuto principalmente a due processi. Uno è l'espansione dell'acqua marina dovuta al suo riscaldamento, poiché gli oceani assorbono circa il 90% del calore in eccesso intrappolato nel sistema climatico terrestre.

L'altro è l'aggiunta di acqua derivante dallo scioglimento dei ghiacciai terrestri, che aumenta la massa totale degli oceani.

Monitorare i cambiamenti a lungo termine della massa oceanica è quindi essenziale per comprendere perché il livello del mare si stia innalzando oggi. Il team di ricerca guidato da Jianli Chen è stato il primo a fornire stime dirette del cambiamento della massa oceanica globale nel periodo 1993-2022, utilizzando dati del campo gravitazionale variabili nel tempo raccolti tramite telemetria laser satellitare.

Finora le proiezioni dell'innalzamento del livello del mare si sono basate soprattutto sull'altimetria satellitare, che misura l'altezza della superficie oceanica. La telemetria laser satellitare, invece, misura con grande precisione la distanza tra satelliti e stazioni a terra tramite impulsi laser, consentendo di rilevare piccoli cambiamenti nella gravità terrestre legati all'aumento della massa d'acqua negli oceani.

Grazie a un approccio di modellazione avanzata che ne migliora la risoluzione spaziale, i ricercatori sono riusciti a usare questa tecnica per stimare con maggiore accuratezza le variazioni della massa oceanica su periodi di lungo termine.

"Negli ultimi decenni - afferma Jianli Chen - il riscaldamento climatico ha portato a un'accelerazione della perdita di ghiaccio terrestre, che ha svolto un ruolo sempre più dominante nel determinare l'innalzamento globale del livello del mare. La nostra ricerca consente di quantificare direttamente l'aumento della massa oceanica globale e fornisce una valutazione completa del suo impatto a lungo termine sul bilancio del livello del mare. Ciò offre dati cruciali per la convalida dei modelli climatici associati usati per prevedere i futuri scenari di innalzamento del livello del mare". 

 













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