George Clooney, 'nessuno ride o piange in lingue diverse'

"La carriera una serie di fortunati eventi, non si arriva da nessuna parte da soli"

VENEZIA


(ANSA) - VENEZIA, 02 SET - "Nessuno ride, nessuno piange in lingue diverse, i genitori si preoccupano allo stesso modo, sogniamo allo stesso modo: per questo è difficile credere che tutti siamo diversi come ci dicono". Lo dice George Clooney, sul palco della Sala Grande del Palazzo del Cinema di Venezia, ritirando il Leone d'Oro alla Carriera durante la cerimonia di apertura dell'83/a Mostra. "Viviamo in un periodo in cui ci dicono che dovremmo avere paura gli uni degli altri, ma non è così - afferma l'attore e regista - e la storia ci insegna che le persone che cercano di far tacere non sono i politici, sono i giornalisti che cercano di fare le domande giuste, sono gli artisti, gli attori, i musicisti. Le storie sono sempre pericolose per chi specula sulla paura: ecco perché i film di sicuro non abbassano l'inflazione, ma ci ricordano che gli estranei magari sono gli eroi della storia di qualcun altro e che possiamo ancora stare seduti in una sala buia e interessarci alle storie di persone che non conosciamo". Clooney scherza sul premio alla carriera: "Quando ti arriva la notizia, la prima cosa che pensi è: che onore. La seconda: forse sanno qualcosa che non so, hanno parlato con i miei medici? Io faccio cinema da 45 anni, ma se mi guardo indietro non vedo una carriera, ma una serie di fortunati eventi. Nessuno arriva da nessuna parte da solo". (ANSA).













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