Agricoltura

Una scommessa sulle more nella valle delle mele

L’avventura imprenditoriale di Federico Kaisermann, che si è messo in proprio a Dermulo diversificando le coltivazioni. Con un occhio al biologico


Carlo Bridi


DERMULO. La storia che raccontiamo oggi è ancora una volta una storia che viene dalla valle delle mele, la Valle di Non ed è quella di un giovane che pur avendo frequentato la scuola professionale alberghiera di Ossana non ha mai avuto dubbi sul fatto che dopo avrebbe fatto il frutticoltore, ma con un’idea fissa quella di arrivare un giorno a farsi un bel locale agrituristico, è questo il suo sogno che coltiva da sempre.

Anche la scelta della scuola alberghiera non era casuale ma finalizzata a valorizzare le competenze acquisite. Parliamo di Federico Kaisermann, imprenditore agricolo trentenne, che quattro anni orsono ha deciso di mettersi in proprio, acquistando dei frutteti con costi molto alti si parla di 50-60 euro a metro quadrato, diversificando fin da subito però le coltivazioni, se nell’azienda di famiglia assieme alle mele avevano messo a dimora i ciliegi, nella sua oltre alle mele, fra i pochissimi della sua zona, ha messo a dimora 3500 metri quadrati di more che si aggiungono ai due ettari di meleti.

Le more sono della varietà Lokness e durante la scorsa settimana ha quasi completato di raccoglierle. Ora è in pieno raccolto delle mele. Alla sua entrata in azienda Federico ha fatto il corso per giovani imprenditori organizzato da FEM, un corso che le ha permesso di accedere anche al premio d’insediamento. Premio che le è servito per fare l’impianto di more, una coltura che poco diffusa nella bassa e media Valle di Non, che viene adeguatamente valorizzata da Melinda della quale la nostra cooperativa la SARC di Tassullo è socia, precisa Kaisermann, ma anche per comperare dei terreni.

Melinda prosegue, lavora bene anche nel commercio delle mele ma i costi di produzione sono notevolmente aumentati e quindi è più difficile fare bilancio. Le varietà di mele coltivate sono la Gala che è in fase di raccolta degli ultimi stacchi, la Golden Delicious e la Fuji, e la qualità è ottima anche perchè non ho avuta nessuna grandinata sui miei frutteti, precisa Federico, a differenza di mio papà che sui prati ha avuto danni da grandine. La produzione ettaro non è al massimo ma siamo pur sempre fra i 600 e i 700 quintali ad ettaro.

Pur avendo due partite Iva, precisa il frutticoltore abbiamo un solo parco macchine assieme a papà al fine di contenere i costi di produzione. Parlando di progetti futuri Federico vorrebbe ampliare un po’ la sua azienda coltivata a frutteto, ma nel contempo seguire con molta attenzione anche le more perché dai primi risultati sono una coltura che dà soddisfazione. Ma c’è anche un bel sogno nel cassetto, quello di arrivare un giorno a farsi un suo agriturismo partendo come primo passo con l’ospitalità e la prima colazione per non crearmi troppo lavoro con la pensione completa. Certo precisa, se in futuro anche il fratello che ora svolge un’altra professione decidesse di tornare in azienda, le cose potrebbero cambiare in fretta. Alla domanda se è pentito della scelta visto il grosso impegno che l’attività comporta, netta la risposta dell’imprenditore: “assolutamente no sono molto convinto di aver fatta la scelta giusta”.

Parlando di rapporti con l’ambiente, Federico afferma di essere molto convinto che tutti ad ogni livello dobbiamo rispettare le regole che ci sono, ad esempio è molto importante rispettare gli orari per i trattamenti ma anche puntare su una politica negli impianti che porti a mettere a dimora nelle zone sensibili solo varietà resistenti. La sperimentazione ci offre oggi delle varietà che si adattano molto bene a queste zone: (vicinanza a strade ed abitazioni). Abbiamo valutato con papà anche la scelta dell’agricoltura biologica, ma è molto difficile sia per l’acclività di molti terreni che e i problemi di deriva causati dai confinanti. Credo, puntualizza Federico, che sarebbe necessario creare un’area del biologico come è stato fatto a Vervò. In ultimo, ma non per ultimo va valutato anche l’aspetto commerciale, da un paio d’anni la domanda di mele biologiche è inferiore all’offerta per cui i prezzi di questa produzione sono calanti. Sarebbe importante che anche il mondo dei biologici si impegnassero di più sul fronte della educazione al consumo delle mele biologiche diversamente anche gli obiettivi fissati dall’Unione europea saranno molto difficili da raggiungere.

Federico è impegnato sul piano sociale come responsabile di zona del movimento giovanile di Coldiretti: Giovaimpresa. E’ anche un amante dello sport di montagna sia d’estate che d’inverno, l’inverno fa delle belle sciate mentre l’estate tempo permettendo va in montagna. Alla domanda di cosa diano i suoi ex amici dell’alberghiero della sua scelta precisa che non c’erano dubbi sul fatto che a conclusione degli studi avrebbe fatta questa scelta. A Dermulo, pur essendo un piccolo paesino, vista la frutticoltura di qualità praticata vi sono altri 3-4 giovani agricoltori a tempo pieno con i quali abbiamo una bella intesa conclude Federico.













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