Un periodo a Milano, poi il ritorno ad Ala: Alberto Civettini tra le vigne e la cantina
Il 26enne ha deciso di lasciare il caos della metropoli e di rientrare a Serravalle per impegnarsi nell’azienda vitivinicola di famiglia che coltiva una superficie di 6 ettari e dispone anche di un agriturismo collocato in mezzo al vigneto
La storia che raccontiamo oggi è quella di un giovane della Vallagarina, e di Serravalle di Ala precisamente. Si tratta di un giovane che prima di entrare in azienda con la famiglia, con il diploma di ragioniere e specializzazione in economia aziendale in mano, ha lavorato per un periodo a Milano dove ha potuto immergersi in un “modello di vita tumultuoso e privo di umanità”. Per questo ha deciso presto di tornare nel suo paese ed impegnarsi nell’azienda vitivinicola di famiglia.
Parliamo di Alberto Civettini, 26 anni, che nel 2020 è entrato in azienda a tempo pieno. Nel 2022 visti i suoi limiti nella gestione dell’azienda agricola, ha deciso di frequentare il corso delle 600 ore organizzato dalla Fondazione Mach, della durata di due anni. Un corso, precisa il ragioniere, molto interessante che è entrato nei dettagli del ruolo dell’imprenditore agricolo che intende intraprendere a tutto campo, visto che la sua famiglia, da parte della mamma che di cognome è Secchi, per tradizione è una famiglia che incantina e vende in proprio 15 mila bottiglie di vino un prodotto di nicchia fatto con molta attenzione alla qualità meno alla quantità.
È interessante notare che il suo obiettivo nel fare il corso, non era quello dell’ottenimento del premio d’insediamento, per il quale non ha ancora presentato domanda, lo farà più avanti, ma di farsi una buona formazione professionale di imprenditore agricolo.
L’organizzazione aziendale è condotta direttamente dalla famiglia Secchi, ha una superficie di 6 ettari di vigneti delle varietà: Merlot, Cabernet, Pinot Grigio, Chardonnay, ma anche le varietà autoctone come l’Enantio, il vecchio Lambrusco a foglia frastagliata, che Civettini vuole valorizzare.
L’azienda, è divisa in sei appezzamenti che vanno dal comune di Rovereto a quello di Avio. In ogni terreno sono state messe a dimora le varietà di viti vocate per quel terreno. Ma l’azienda dispone anche di un bellissimo agriturismo collocato in mezzo al vigneto, dove viene data ospitalità a sei persone. Lavoriamo bene l’estate e durante le feste di fine anno, poco negli altri mesi precisa Alberto.
Sta diventando sempre più importante l’enoturismo con visite guidate in cantina visite che si concludono sempre con gli assaggi dei nostri vini accompagnati dai prodotti trentini.
Alla domanda del perché la scelta di fare il vignaiolo Alberto risponde: “Sono nato e cresciuto fra le botti e le barrique in una famiglia di vignaioli, e dopo l’esperienza milanese, ho riscoperto la grande importanza della riscoperta dei valori fondamentali della vita, l’utilizzo del tempo, la natura, il grande valore della famiglia”.
È con questo spirito che ha intrapreso l’attività del vignaiolo imparando molto dal papà sul piano pratico, mentre sul piano teorico è servito molto bene il corso per il conseguimento del brevetto professionale agricolo.
Fra i progetti futuri di Alberto c’è quello del valorizzare i vini prodotti in cantina cominciando da quelli autoctoni come l’Enantio ma anche impegnandomi molto sul fronte della sostenibilità a 360 gradi.
Alberto è fidanzato con Debora sempre pronta dare una mano quando c’è bisogno.
Alberto ha anche un sogno nel cassetto, è quello di fare un bel vigneto in quota, viste le modificazioni climatiche per valorizzare la viticoltura di montagna in quanto lui vede un bell’avvenire per la viticoltura in quota.
"Ma mi piacerebbe anche arrivare a potenziare il numero di visite guidate in azienda da concludere con dei momenti ludichi facendo conoscere i prodotti del nostro territorio come i formaggi del caseificio sociale della vicina Sabbionara allo speck della Valle di Non".
Chiediamo se dopo 5 anni da collaboratore nell’azienda degli zii, è pentito della scelta di fare l’imprenditore agricolo: “Assolutamente no - è la risposta netta di Civettini - e ho un grande amore per la viticoltura anche se sono cosciente che questa professione comporta dei sacrifici come quello di non potere andare a far festa con la mia ragazza il sabato sera".
Ed i suoi rapporti con l’ambiente quali sono?
"Da sempre ho avuto una grande attenzione per l’ambiente, e sono impegnato per una coltivazione del vigneto in modo sempre meno impattante. Questa sensibilità la abbiamo anche nella gestione dell’agriturismo precisa Alberto.
Alla domanda se ha mai pensato a trasformare l’azienda in biologica, precisa che ritiene che la scelta migliore sia quella di una produzione integrata molto molto attenta intervenendo il meno possibile con prodotti chimici.
Una buona parte dell’uva, quella migliore, viene incantinata e lavorata direttamente nella cantina di famiglia. I vini sono venduti oltre che in cantina e nelle enoteche e ristoranti anche in tutta Europa. Una parte dell’uva viene venduta.
Tutti i vigneti sono coltivati con il sistema Guyot e la resa ad ettaro è molto bassa siamo fra i 70 e gli 80 quitali ad ettaro.
Alberto si impegna anche nel sociale ospitando ogni anno una classe delle scuole primarie di Serravalle per la vendemmia.
E gli amici cosa dicono della scelta? "Sono tutti molto felici perché cosi possono venire a brindare con i nostri vini", dice.