Rovereto, Alessio Maffei: al lavoro tra i vigneti e i piccoli frutti
Parla il viticoltore ventiseienne, titolare della società insieme a un amico: i terreni sono in parte vicino alla città e altri in bassa val di Gresta. «La superficie è circa due ettari, coltivati a uva (Pinot grigio e Lagrein) e a mirtilli, ribes rosso e more»
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La storia del giovane agricoltore di questa settimana viene da Rovereto, ed è quella di un 26enne, figlio di un bravo tecnico dell’Esat che aveva anche fatto il sindaco della città della Quercia, Roberto Maffei.
Parliamo di Alessio Maffei (qui nelle foto insieme al papà), un giovane viticoltore che come scuole superiori aveva fatto quattro anni di professionali indirizzo meccanico per poi concludere con le serali di ragioneria.
Per cui non poteva accedere al brevetto professionale agricolo e di conseguenza al premio d’insediamento. È per questa ragione che l’autunno scorso si è iscritto al corso biennale delle 600 ore organizzato dalla fondazione Mach.
Allora Alessio, ha trovato interessante il corso?
«Davvero valido e stimolante. finora mi ha fornito strumenti concreti per affrontare i problemi reali che si incontrano in agricoltura. I docenti sono molto preparati e riescono a trasmettere competenze tecniche con esempi pratico, cosa non scontata».
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Quali sono i moduli che le sono piaciuti di più?
«Se devo dirne uno, il modulo 3, quello che tratta le conoscenze scientifiche e relative tecniche di produzione, la sezione dedicata ai piccoli frutti è stata la più interessante per me, perché lavoro proprio con quelle colture e ho portato a casa tante cose da mettere in pratica».
Avendo già fatto il primo anno di corso, ha potuto presentare la domanda per il premio d’insediamento? Cosa intende fare con i 40 mila euro?
«La domanda l’avevo fatta poco prima di cominciare il corso, il mio piano è utilizzare i 40 mila euro del premio per aumentare la superficie aziendale con qualche altro terreno coltivato a piccoli frutti e poi acquistare un nuovo atomizzatore per i trattamenti con ugelli antideriva per rispettare al meglio le norme ambientali».
Qual è il suo ruolo in azienda? È ancora coadiuvante o titolare?
«La mia è una società agricola composta da me e dal mio amico di infanzia Francesco, costituita nel 2023, siamo soci paritari e condividiamo le stesse responsabilità e lo stesso peso decisionale».
Perché la scelta di fare il viticoltore e il coltivatore di piccoli frutti in bassa valle di Gresta?
«Ho una parte di terreni a Rovereto. poi ho deciso di investire tra Pannone e Lenzima: lì i prezzi dei terreni erano più accessibili, anche se parliamo di superfici rimboschite da bonificare. In valle purtroppo comprare oggi è diventato proibitivo, i costi sono troppo alti per un’azienda agricola che ha cominciato da pochi anni.
La superficie complessiva dell’azienda della società è composta da circa due ettari, di cui poco meno di un ettaro coltivato ad uva, il resto a piccoli frutti.
Per quanto riguarda l’uva le varietà sono Pinot grigio e Lagrein mentre di piccoli frutti al momento coltiviamo mirtilli, ribes rosso e da quest’anno anche le more».
Alessio, quali sono i progetti futuri?
«L'obiettivo è far crescere la società agricola e renderla solida, vogliamo che funzioni bene e garantisca un reddito stabile a me e al mio socio. Se l’attività gira come speriamo, il passo successivo sarà inserire qualche dipendente per gestire meglio il lavoro».
È pentito della scelta?
«Assolutamente no, sono molto contento di aver fatto questo percorso».
Quali sono i suoi rapporti con l’ambiente?
«Per me ambiente e agricoltura vanno insieme. Tengo molto a rispettarlo, anche per interesse: un terreno sano produce di più e meglio. Cerco di fare scelte sostenibili come la difesa integrata e una buona gestione dell'acqua, senza sprecarla».
Ha mai pensato di trasformare l'azienda in biologica?
«Ci ho ragionato. Noi di fatto siamo vicini al biologico: pochi trattamenti, tutti con prodotti ammessi in bio. La certificazione però dipende dalla filiera, oggi conferisco in cooperativa e loro non richiedono certificato bio. Se domani il mercato cambia, siamo già pronti a fare il salto».
Dove vendete i vostri prodotti? Soddisfatto delle liquidazioni della cantina?
«Conferisco l’uva alla Cantina Vivallis e mi trovo bene, le liquidazioni sono soddisfacenti. I piccoli frutti invece vanno alla società cooperativa di Sant’Orsola e anche lì sono soddisfatto sia del servizio che dei pagamenti».
Ha impegni nel sociale?
«Sì, faccio parte del Cib, il comitato iniziative Brione. È il quartiere dove vivo. Organizziamo diversi eventi durante l’anno: dalle maccheronate alle castagnate, a weekend di festa con musica. Mi piace dare una mano perchè fa comunità».
E qualche hobby?
«Ho due grandi passioni. la prima è la pesca: appena ho un momento libero scappo al fiume o al lago, mi rilassa e mi stacca da tutto. La seconda è la lotta greco romana: mi alleno nella palestra di San Giorgio. Due mondi opposti che mi tengono in equilibrio».
Cosa dicono gli amici della scelta dell'agricoltura?
«Sono contenti. mi sostengono e sperano mi vada bene. questo mi rende molto felice e mi dà la carica».
Altri giovani a Rovereto, che lei conosce, sono imprenditori agricoli?
«Nel comune di Rovereto, al momento non ne conosco, mi farebbe piacere però confrontarmi con chi ha fatto la mia stessa scelta».